Autori

Paolo Colonna
È il papà di Tom. Sua l’idea, il progetto, il codice delle pagine e le foto di stagione. Ci scrive anche.
Da anni si occupa professionalmente di grafica e comunicazione visiva, soprattutto nel campo del web e della stampa. Appassionato di tutto quanto scaturisce dall’emisfero cerebrale destro, non ha ancora messo i piedi per terra. Avendo passato i quaranta c’è chi dubita che ce li metterà mai.
Introverso ai limiti della misantropia, non riesce a spiegarsi il suo desiderio di comunicare con gli altri, dal momento che da tempo ha rinunciato a capirli. Forse è per questo che ha aperto un blog, anche se preferisce dare la colpa a una laurea in Lettere che prende polvere in un cassetto.
Non può fare a meno del suo Mac, dei gatti e del chinotto. Non lo vedrete mai abbronzato, e in genere è felice quando piove.
Le orecchie a punta tradiscono un orribile segreto: pare che di notte si trasformi in un sanguinario elfo, e che si aggiri nell’ombra tendendo micidiali agguati ai suoi nemici.

Giovanni Casalucci
Che si tratti di una persona depressa si vede dalla foto. E forse nemmeno troppo depressa, ma strabica, questo sì. Il che è parecchio deprimente. D’altro canto anche voi sareste depressi con quel fisico a pera (not pictured).
Nonostante i suoi genitori abbiano pagato per un’istruzione, Giovanni insiste nel voler fare il giornalista musicale, anche se il suo mito è Lenny Bruce e non Lester Bangs.
Nei week-end canta e suona il kazoo con la sua band (se non ne avete ancora sentito parlare, un motivo ci sarà). Vive nella bucolica provincia con tanto di fiori, flatmate e felini, ma la sua misantropia lo porta a non accorgersene.
Recentemente ha letto la biografia non autorizzata di Nichellle Nichols ma non ha capito il finale.

Dund Kalah
Cromosomi incrociati a Napoli crescono in Brianza e si esiliano a Roma. Si travestono da nerd e imboccano, meglio tardi che mai, il vicolo cieco evolutivo dell’omosessualità. Si cercano tra le righe di libri stranieri, nell’ombra fitta di animali esotici e impiegati della tv di stato. Nei labirinti della rete incontrano il papà di Tom, ed è subito resa.

Mark
La triste e cruda realtà: come parecchi blogger, o presunti tali, è semplicemente uno scriba fallito che sfrutta Tom per credersi un sagace editorialista. Abbastanza patetico, in effetti.
Metereopatico, ciclotimico, ossessivo-compulsivo, rovescia sui lettori paturnie, invettive malevole, basse insinuazioni, dettagli morbosi, squallidi teoremi. In questo modo, il furbastro ha ridotto a zero i costi dell’analista. Sarebbe quindi giusto che contribuisse ad un vostro simbolico rimborso spese, almeno.
Adora i Beatles, il gelato al pistacchio, le tavolette di fondente con le nocciole e tutti i gadget molto costosi che non hanno la minima utilità pratica.
Non ha ricevuto in dono il senso dell’orientamento, e pensa che l’inventore del navigatore satellitare vada premiato con il Nobel per la pace.

Misto
Non ci è dato sapere le coordinate natali di Misto, oscuro personaggio di cui conosciamo solo l’etereo incarnato e i tatuaggi mai completati.
Si mormora che, al suo apparire in questa vita terrena, gli eventi si scatenarono a tal punto da indurre papa Paolo VI ad accludere il suo primo vagito nell’enciclica Sventura e Religione, un caso strano.
Lo stesso Nostradamus, nella quinta sestina paragrafo cinque del primo libro di profezie dichiarò: “E dopo sette scrivani d’elettrico TOMo verrà, come uno spasmo di colite nella notte, l’ottavo: il più nefasto e sgrammaticato; e con esso la stirpe sarà forte e splenderanno gl’impavidi colori dell’arcobaleno. Perché così è scritto e così sarà. Tiè.”

Paolino
Le cronache di qualche anno fa raccontano che Paolino, stufo di svernare tra nebbiosi campi di zucche, piombò nella milanodabbere rivoltandola come un calzino.
Travolto da mille rutilanti interessi, attratto come una falena da tutto ciò che è creatività, appassionato di fotografia, riesce tuttora a farsi largo come riverito cool hunter a Milano (che è come fare il pescatore di storioni abitando sul Volga, o assemblare lavandini a Lumezzane).
Può, indifferentemente, fare un weekend lungo a Las Vegas (passando per il Messico) o chiudersi in casa per dieci giorni a montare truciolato dell’Ikea, fotografare in una sola serata ogni oggetto custodito nelle vetrine del quadrilatero della moda o dimenticarsi di avere tre digitali.
Regala finalmente a Tom un’allure particolare, costringendo peraltro tutti gli altri autori ad andare su Wikipedia per vedere cosa accidenti voglia dire “allure”.

Ubu
È opinione diffusa che canti, lavori in pubblicità, abbia un suo blog (nell’ordine che preferite).
Sembra un abulico Clark Kent sottopeso, porta gli occhiali per vezzo e derapa verso la quarantina cercando di intimidire a male parole una feroce calvizie e indossando chiodi di pelle che turberebbero anche un 17enne.
A tratti geniale, dovrebbe lavorare sugli spazi vuoti tra un tratto geniale e l’altro, ma è pigro. Impiega i suoi multiformi talenti in un turbine di hobby improbabili, che contribuiscono moltissimo al perenne buonumore dei suoi amici (gli ultimi di cui abbiamo traccia: worskshop antitruffa per anziani, torneo di origami acrobatico, corso per pizzaioli funamboli).

Uiallalla
Figlio dei suoi tempi e di un rapporto non protetto, ha il fisico dello scartatore di caramelle e il motorino di un frullatore al posto del cervello.
Dopo anni passati ad assecondare i voleri paterni svolge l’attività di desperate graphic designer.
Risucchiato nel tunnel dell’attivismo gay, forse un giorno ne uscirà.
Ormai blogga per inerzia.
Parole chiave: Mina, Elio, Kubrick, Lynch, marinara, chinotto, gelato al limone, babbà, gratis, caffè, caffè, caffè.
Frase preferita: “Non dare via il culo a chi non sa capirlo” [Stefano Benni].

Vanderbilt
Figlio segreto di Liz Taylor e Montgomery Clift, è nato nel 1975 presso il Tempio della Monaca di Sumiyoshi, anche se sui documenti scrive “Monza” per motivi fiscali.
Della concreta positività brianzola ha ereditato solo una certa inclinazione per la sambuca. Acquario con ascendente Leone, nell’oroscopo celtico è incerto se sia del Pino o del Sorbo, ma indipendentemente dal segno e dall’albero riceve sempre troppi pochi regali per i suoi gusti.
Appassionato di Emily Dickinson e Dorothy Parker, sente di essere un personaggio di Jane Austen scartato dalla critica posteriore; cerca comunque di mantenersi sempre ad uno stadio decoroso di sopravvivenza, senza peraltro riuscirci.
Nei casi estremi, la sua ricetta per la felicità è guardare Donne di George Cukor con a fianco un barattolo di nutella, una vodka, Johnny Depp e con la segreta certezza che Johara sta messa peggio di lui. Riceve per appuntamento presso il parrucchiere di Marinella di Capua.
In archivio potete ancora leggere post scritti per Tom da Antonio Mancinelli, Creatura e DaX, che non collaborano più con noi.