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Il lattice è poco fotogenico?

In quasi tutti i locali gay italiani ormai capita di vedere film porno in cui gli attori (?) fanno sesso non protetto.
Fino a pochi anni fa non era nemmeno pensabile. Sugli schermi dei camerini e delle darkroom scorrevano incessanti gli amplessi più svariati, ma sempre con preservativi bene in vista.
La stessa industria del porno gay sembra divisa sulla questione: se da una parte registi famosi come Chi Chi LaRue dichiarano che non gireranno mai scene di sesso bareback, dall’altra ci sono tante nuove case di produzione che puntano proprio su queste ultime.
Mi è stato fatto notare di recente che nel porno etero di profilattici non se ne sono mai visti molti, ma è innegabile che in passato le comunità gay di tutto il mondo – e anche qui in Italia – si siano dimostrate molto più responsabili e attente a promuovere il sesso sicuro, condannando apertamente quei pochi registi o produttori hard che osavano ignorarne le norme.
Ormai invece la produzione di porno bareback è all’incirca il 60% del totale. I proprietari dei locali si difendono dalle accuse dichiarando che sono gli stessi clienti a chiedere di vedere di tutto e di più sullo schermo, rigorosamente senza lattice.
Ognuno deve assumersi sempre le proprie responsabilità ed è libero di fare quello che gli pare, ovvio. Però siamo sicuri che nessuno si lasci influenzare da ciò che vede costantemente proposto sullo schermo? E gli avventori dei locali più giovani, quelli che possono entrare a tariffe scontate e che sono nati soltanto negli anni successivi ai primi casi di HIV/AIDS? Saranno informati a sufficienza sui pericoli di tutto quel sesso unsafe che vedono praticato dai modelli?
Perché chiediamo a gran voce di vedere gli attori che scopano “a pelle” nei film, pur promettendo a noi stessi – e magari anche ai nostri partner – che noi no, non lo faremo mai? È più eccitante, senza? È il fascino del proibito, dei soliti Eros & Thanatos, di quel cupio dissolvi da cui sembriamo essere da sempre un po’ ossessionati?
Voi che ne pensate?
Towleroad, BBC News

21 commenti a “Il lattice è poco fotogenico?”

  1. penso che l’HIV sta perdendo importanza. E per questo è molto più pericolosa.

    sam | 13 ottobre 2008 | 16:21

  2. In Italia non c’è una vera prevenzione perchè per prevenire l’HIV bisogna promuovere il preservativo che al Vaticano proprio non va giù. Questo in generale. In particolare invece abbiamo Arcigay che la prevenzione la fa solo a parole, ad esempio potrebbe imporre ai locali affiliati l’uso di distributori gratuti di preservativi come accade nei locali esteri, invece è già tanto se te ne danno uno perchè ormai se lo vuoi o te lo porti da casa o lo paghi. Considerando quindi che oltre all’ingresso del locale bisogna pagarsi pure al tessera Arci ciò appare come una bella presa per il c…

    Ulisse | 13 ottobre 2008 | 17:45

  3. È chiaro che vedere due che fanno sesso col profilattico, magari in un film ambientato in un carcere, in mezzo alla giungla o nell’antica Roma, è una incoerenza rispetto alla “realtà” che il film propone, un’incoerenza che ti ricorda molto bene PERCHE’ si usa il profilattico, ed è chiaro che questo disturba lo spettatore che, mentre assiste al film, vuole godersi fino in fondo la sua fantasia erotica senza confrontarsi con la realtà.

    Il profilattico nei film porno è un po’ come gli avvertimenti negli spot delle medicine: prendila per il raffreddore ma ricorda che ti potrebbe pure uccidere, o come le foto di persone devastate dai tumori messe sui pacchetti di sigarette.
    Quindi, dal punto di vista dello spettacolo, la “scomparsa del profilattico” si spiega, però, la perdita del senso della prossimità dell’HIV è evidente, e non possiamo negare che “passi un messaggio” subliminale insinuante, quello per cui il sesso senza profilattico “si può fare”.
    E questo messaggio, associato al fatto che effettivamente non si muore quasi più di AIDS, fa calare le difese, in tutti quanti, con tutte le conseguenze del caso.
    Infine, l’industria cinematografica risponde al mercato, e al massimo mette un cartello iniziale, in cui spiega con un po’ di ipocrisia che certe cose sono un pericolo, ma non si può chiedere solo a loro di fare questa battaglia: dove sono tutti gli altri?

    io | 13 ottobre 2008 | 17:51

  4. Ma secondo me è una questione di fantasie…nessuno di noi, credo, immagini di fare sesso col preservativo e, di conseguenza, non vogliamo nemmeno vederlo nei porno; che sono spesso mezzo per assistere alla realizzazione di pratiche che magari noi non abbiamo il coraggio di osare.

    Il problema dell’esserne influenzati, a mio avviso, è paragonabile a quello della pubblicità in tv.
    Chi di noi crede davvero che il detersivo della “reclame” renda i nostri panni più bianchi che più bianco non si può?
    E chi di noi crede di poter fare sesso non protetto con uno sconosciuto senza poi avere rimorsi o incubi notturni per mesi?

    E’ esclusivamente una questione di libero arbitrio…posso vederlo e non farlo o il contrario. Quindi non credo che gli “esperti del sesso post HIV bomb” possano farsi influenzare più di tanto.

    Infine, il problema delle nuove “leve” che possono sentirsi autorizzate a far sesso non protetto, sempre a mio modesto avviso, non va affrontato e risolto davanti ad un porno in una dark-room, ma piuttosto a SCUOLA con una dovuta educazione sessuale(utopia in Italia lo so).
    Al momento in cui il ragazzo arriva davanti al porno, in teoria, già dovrebbe avere una cultura sessuale per distinguere cosa può essere reale da cosa no e di conseguenza non farsene influenzare più di tanto nei suoi comportamenti.

    MarcoG | 13 ottobre 2008 | 17:51

  5. Beh in verità in epoca antica barriere fisiche allo sperma di budello di pecora o capra per evitare gravidanze indesiderate esistevano, sapete? non è poi tanto anacronistico il profilattico nella cavallina tra centurioni :D .

    KumaYasha | 13 ottobre 2008 | 18:28

  6. Ulisse scusa ma che nella vita reale i gay non usino il profilattico perchè lo dice il Vaticano non mi pare proprio fuori luogo. Il problema è molto più rilevante tra gli eterosessuuali e in Africa. Purtroppo per i gay il bareback è un mito e una sfida e le scelte dell’industria del porno li incoraggia. Fa bene Paolo a denunciare il fenomeno che, ora che l’HIV “si può “controllare^, sembra non interessi più nessuno. Eppure in tutto il mondo occidentale gli infetti sono in aumento e in particolare tra i gay che invece per un certo periodo sono stati più attenti di molti altri gruppi. Siccome di licenze poetiche in cinematografia se ne prendono da sempre piazzare un preservativo sul pisello di un cavaliere teutonico mi pare più che accettabile. In caso contrario, e fermo restando che i primi colpevoli sono i gay che sottovalutano o irridono scientemente il rischio, industria del porno e gestori dei locali sono come minimo complici di quanto sta avvenendo dal punto di vista epidemiologico. PS, sulla storicità del goldone Kuma ha pienamente ragione (fa anche rima).

    ilfidanzatodimark | 14 ottobre 2008 | 04:25

  7. Scusate il refuso. Intendevo: “Ulisse scusa ma che nella vita reale i gay non usino il profilattico perchè lo dice il Vaticano mi pare proprio fuori luogo”

    ilfidanzatodimark | 14 ottobre 2008 | 16:13

  8. Mi è arrivato giorni fa l’sms di una nota discoteca gay, che indicava anche la presenza di “animazione” da parte di modelli (evidentemente attori di porno gay). Cercando su internet quella che dall’sms mi era sembrato fosse il nome della casa di produzione (MA va detto che sul sito del locale invece di questo nome non c’era traccia, quindi potrei aver interpretato male io il messaggio…), ne trovo il sito: in homepage si reclamizzano in bella vista “I PRIMI VIDEO BAREBACK ITALIANI [di ...]“. Ovviamente mi è passata la voglia di andare in quella disco a controllare, se mai ne avessi avuta di andarci.

    Disorder | 14 ottobre 2008 | 16:46

  9. Ciao,
    anche secondo me è una questione di fantasia. E’ verissimo che nelle immaginazioni il profilattico non c’è mai.

    Vero che il clima Vaticano non aiuta ad una visione obiettiva dell’uso del profilattico.

    Tuttavia, non è tutto riconducibile al libero arbitrio quando di mezzo ci sono proiezioni sociali forti, e pulsioni sessuali ancor più forti. E ancor meno il paragone con il messaggio pubblicitario è calzante.
    In ogni modo, sottolineo che obiettivo della pubblicità non è cambiare le opinioni della gente, ma i loro comportamenti. E nel caso del bareback, si rischia che le persone facciano ciò in cui non credono…

    Possibile soluzione, buona anche per le case produttrici: mettere all’inizio di un film, nelle scene clou, e sulla copertina il messaggio “il bareback uccide”, come sulle sigarette.

    Oppure, per fare le cose più “easy” e meno shockanti, mettere sulla copertina o in sovrimpessione sul film le immagini di un preservativo.

    Inoltre, all’inizio e alla fine del film, introdurre brevi scene (questa volta VERAMENTE pubblicitarie) degli attori che finito il film, usano il preservativo, o ne tessono le lodi, lo mettono in bella mostra.

    Proprio per rafforzare nella mente cosa compete all’immaginazione e cosa alla realtà. L’imimaginazione è una cosa. la realtà è un altra. I circuiti ricreativi gay ci aiutano a distinguere le due cose? non mi sembra.

    gian mario | 15 ottobre 2008 | 12:40

  10. Personalmente ritengo valido il discorsoche ognuno dovrebbe essere responsabile di quello che fa. Le fantasie che si scatenano quando guardiamo un porno sono ben piu’ “estreme”di quello che sicuramente faremmo nella realta’(e’quello che penso e che e’ la mia esperienza) quello che a mio avviso sarebbe piu’ importante se proprio lo vogliamo e’ fare piu’ informazione che in effetti ultimamente e’ calata. Non credo che un porno possa indulgere a fare sesso a pelle a meno che’ non sia una pulsione gia’ presente dentro … e a questo punto non credo che l’evitare di vedere il porno bareback sia sfficiente. Quello che vedo e’ che il fatto di DOVERLO fare con il preservativo per forza spinge verso la sua trasgressione che e’ farlo senza….e come si sa .. se uno e’ un trasgressivo, trasgredisce! Magari passare il messaggio che il preservativo ti aiuta a stare in salute e ti tiene lontano da tanti problemi … magari e’ piu’ efficace che dire “non fare bareback”…. chissa’….che ne pensate?

    Alex | 15 ottobre 2008 | 17:00

  11. Io tutta questa attenzione all’uso dei preservativi nel porno la trovo assurda – oltre che inutile. Relax, ragazzi.
    Il preservativo lo si può usare. Pace.
    Un uso responsabile mi parrebbe il top.
    Relegarne la responsabilità al porno mi pare fuori dal mondo.
    Hey, ragazzi. A me il padrino è piaciuto tanto, e anche dexter; per non parlare di kill bill o di arsenico e vecchi merletti. Ma, Paolo ti stupirò, nel tempo libero non mi diletto a sgozzare la gente. Finora.

    p.s. il sesso senza preservativo non lo si fa perché si ha il fascino del proibito, o men che meno perché je piace da rischià. la gente scopa, e scopa anche senza preservativo (etero, omo, co le capre e i pellicani) per quella strana concentrazione di endorfine nel sangue che si è soliti chiamare piacere. è un’idea, eh. (mi piace non poco il nuovo layout)

    Andrea (psiko) | 16 ottobre 2008 | 13:51

  12. Quindi Andrea, se ti scopano col preservativo non provi piacere e senza invece sì? Certo che lo si fa (anche cu li pecuri) ma il fatto è che la “curva epidemiologica dell’attenzione” è fatta a U e ora, guarda caso da quando il bare back sta diffondendosi, in Occidente siamo in fase risalente. Era paranoico il Grande Terrore degli anni ‘80-’90? Forse, però almeno tra i gay il contagio si era ridotto. Ora invece, senza pressioni ad usare il condom e convinti che le cure siano infallibili per cui anche se lo si becca tutto va bene, eccoti tanti nuovi casi specie tra i più giovani. Ogni messaggio ambiguo o permissivista facilita l’epidemia, poi ognuno faccia quel che vuole.

    ilfidanzatodimark | 16 ottobre 2008 | 18:52

  13. Ho visto una puntata di CSI. Ora andrò ad uccidere qualcuno. Sarà colpa di CSI.

    Paolo | 16 ottobre 2008 | 21:39

  14. [...] – Il lattice è poco fotogenico? [...]

    Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Feedmastering #1 | 16 ottobre 2008 | 22:50

  15. caro ilfidanzatodimark, tranquillo. Io di anni ne ho 25 e posso assicurarti che le ‘nuove generazioni’ son molto meglio di quelle passate – tu dirai il contrario; ma, hey, è così da sempre (il dirselo)
    sono sieronegativo, io; lo sono sempre stato. e ho scopato con preservativi di ogni colore ed odore, oltre che senza. occasionalmente ho anche fatto all’amore, eh. incidentalmente, fortunosamente, imprevedibilmente. ecco.
    e sì, caro il mio, se mi scopano senza preservativo, ed il preservativo dovrebbe stare sul mio (sul mio uccello) innegabilmente una differenza la sento. più nello specifico, qualcuno di voi provi a ricevere un pompino con del pvc (per quanto sottile, o al gusto pompelmo) addosso e poi ne riparliamo.
    a letto si è in un’alchimia strana e buffa e violenta a volte anche; se ci si ritrova con uno sconosciuto (il che può avvenire in infiniti modi) meglio ricorrere a tutte le precauzioni possibili. fra le quali è contemplata anche la scelta di non fare affatto.
    chiariamoci. io sono un fiero sostenitore dell’uso del preservativo, solo l’integralismo non mi è mai piaciuto (principalmente perché è inutile oltre che controproducente); e ancora meno questa guerra contro i perfidi registi che corrompono (nella carne o nello spirito?) i giovani.
    il moralismo finocchio di certe élites sinistrOrse (citando vitruvio) mi da davvero al cazzo.
    a regà, state a parlà de firm zozzi – mica daa puntata de super quark.
    pace.

    Andrea (psiko) | 17 ottobre 2008 | 12:10

  16. Non mi pare che nessuno stia facendo integralismo, qui, Andrea. Né io con il mio post – in cui semplicemente volevo segnalare come l’atteggiamento delle comunità gay, dei produttori di porno e dei locali nei confronti del sesso sicuro sia molto cambiato in questi ultimi anni – nè il FdM nei suoi commenti.
    Sono da sempre piuttosto interessato a tutto quello che due o più maschietti fanno fra loro nei filmacci che ci fanno vedere in giro, col preservativo o senza. Quando mi accorgo che le cose cambiano rispetto a come erano prima mi chiedo il perché, e quali conseguenze possano avere questi mutamenti.
    Non facciamo accuse di moralismo quando non è il caso, per favore, e soprattutto lasciamo da parte la politica per questa volta, che proprio non c’entra neppure di striscio.
    Quello che io, tu Andrea, o chiunque altro decide di fare a letto sono preferenze personali, e francamente è piuttosto irrilevante. Le statistiche invece, pur essendo da prendere anche quelle con le molle, di solito hanno un po’ più di importanza dei casi individuali.

    Paolo Colonna | 17 ottobre 2008 | 12:31

  17. A mio avviso però, Paolo, tu mescoli responsabilità e/o doveri dei gestori dei locali con quelle/i dei produttori di film porno.

    Secondo me i gestori dei locali possono fare delle scelte, quali, ad esempio, distribuire preservativi e lubrificanti a tutto spiano o mostrare solo film dove la gente usa il preservativo.

    I produttori di film porno invece devono inscenare delle fantasie. A me piacerebbe vedere un film dove due muratori grossi brutti e cattivi attirano al cantiere il giovincello carino che consegna le pizze e lo violentano/ci fanno all’amore mettendolo a pecora e tirandolo per i capelli. Spero però che mai questa situazione avvenga nel mondo reale.

    Poi sulle scelte personali è un altro discorso. La gente ha il diritto di essere informata e poi di fare quello che vuole. Diciamo però che più o meno tutti facciamo cose a rischio consapevoli magari che il rischio e praticamente nullo e per questo decidiamo di prenderlo (il rischio). Mi riferisco ad esempio a succhiare na bega senza preservativo. Non mi pare che sia mai stato dimostrato che sia impossibile al 100% entrare in contatto col virus dell’hiv, tutti concordano però che è abbastanza difficile e che quindi dato il maggior piacere che se ne ricava lo si fa pur consapevoli che.

    matt butter | 17 ottobre 2008 | 13:20

  18. Siamo d’accordo, i gestori di locali dove si fa sesso devono fornire i profilattici. Quando questo non accade, vanno sbattuti fuori dai circuiti Arcigay, invece di essere tollerati che sono sempre soldi per il maggior nome e gloria della associazione che ci difende tutti meno male che ci stanno anzi.

    Il film porno è appunto un film porno, a me un film porno dove usano il profilattico mi lascia indifferente, ma sono gusti.

    Però non mi piace che si pensi a questi poveri ragazzi innocenti che vanno alla sauna gay, a vedere ed interagire con una parata di travi, e rimangono colpiti o mal educati da un film porno. Credo che siano persone adulte e in grado di decidere, e a dirla tutta non è che la suddetta sauna gay sia un esempio di educazione sessuale, per cui se proprio dobbiamo cominciamo a parlare di questo.

    Paolo | 17 ottobre 2008 | 15:16

  19. mah, Paolo (Colonna), capisco la tua perplessita; qualche settimana fa provai a lanciare la stessa discussione su Queerblog e venni travolto dalla marea dei “nuovi gay” che si sentono tranquilli, che “ognuno è responsabile per sé”, che confidano anche troppo sulle medicine.

    in effetti per anni l’industria del porno gay ha fatto una scelta etica e l’ha rispettata (per lo più), anche perché era viva la memoria di quelli che se n’erano andati.
    Adesso invece in cima a tutto c’è il denaro contante e sonante e una persona pensante come Chi Chi La Rue fa la figura della vecchia zia che dà raccomandazioni inutili…

    sic transit gloria mundi

    aelred | 18 ottobre 2008 | 18:54

  20. Io resto sempre allibito che una tessera necessaria per andare a scopare in un locale sia spacciata come tessera politica. Sempre non si stia parlando della Cina di Mao, o dell’Italia del Duce. Ma questi son dettagli che c’entran poco.
    Caro Paolo, leggendo il tuo ultimo commento mi accorgo che la pensiamo molto più simile di quanto non sembrasse. Il libertarismo è sempre stato fra i miei valori.
    Convenendo che le strategie commerciali del porno non possono essere (non possono) concausa di un teorico calo d’attenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili, più che disposto a discuterne. Ma, torno a dire, son solo strategie commerciali. Son ipotesi sui desideri di un dato settore di clienti. Clienti, non scaricatori – eh.
    Nel merito, evitando giudizi morali che non mi competono (non sono un chierico, io), ragazzi più o meno giovani se ne vanno nelle saune? Ma buon per loro. Basta se la vivan bene, che male c’è?
    Anche se, sarò un po’ miope, tutte queste orde di saunisti non le vedo.

    Se vuoi ho un’idea. Che mi frulla. E te la dico.
    Il fatto che il 60% del porno sia diventato bareback, oltre che altro, non potrà avere qualche legame con la perdita di interi settori di clienti, di compratori – non spettatori? Meglio anche detto: il porno è ovunque, ma quanti sono quelli che lo pagano; o ancora, chi sono – questi che lo pagano?
    Io non ho dati. È una mia idea. Così. Ad cazzum. :)

    Andrea (psiko) | 20 ottobre 2008 | 14:14

  21. Girare porno Bareback mi sembra assurdo e senza cervello. E’ da idioti fare gli struzzi non voler vedere la realta’. Quella esiste lo stesso ! Allora facciamo cultura di prevenzione sia fra etero che fra gay, siamo tutti a rischio. Unica possibilita’ e’ inserire il cervello! Coraggio

    FranzLTHR | 24 ottobre 2008 | 16:40

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