Cosa porta la Cicogna
Si inaugura a Parigi una personale di fotografia della Contessa Marina Cicogna.
Grande “amica del cuore” di Florinda Bolkan (come pudicamente scrive il Corriere: leggete che ne pensa la Mastropietro), signora del cinema lagunare, confidente di Ljuba Rizzoli e protagonista del jet set internazionale, Marina ha voluto riesumare un mondo che certamente non esiste più: quello in cui a far discutere era il bikini di Audrey Hepburn e non i pompini delle veline, in cui le peggiori nefandezze sessual-chic erano sublimate da poche immagini di gente che balla (ah, le povoir de l’imagination!) e dove girare con un diadema non era prerogativa di Miss Italia.
Le foto non sono male, come se una cugina un po’ eccentrica stampasse le foto delle sue storiche vacanze a lungo imprigionate in un antichi rullini, o in una digitale: solo che la cugina in questione passava le vacanze con Brigitte Bardot e Silvana Mangano, e insieme a lei sulla Tour Eiffel non posava la zia Agata ma Agatha Christie.
Quando, fra quarant’anni, Afef esporrà i suoi scatti rubati, chi saranno i divini protagonisti di quest’era elegante ed effervescente come due cubetti di letame in una flute di olio di ricino? La Gregoraci? La de Blanck? I tronisti?
Quando Balenciaga chiuse il suo atelier, nel 1968, disse con amarezza che ormai non c’era più nessuno da vestire. Forse aveva ragione: con l’aggravante che ora, purtroppo, non c’è nemmeno più nessuno da svestire.