15 gennaio 2008 |
Attualita
Ok per la Sapienza.
Dopodichè propongo che il vaticano inviti un pool di scienziati all’apertura del prossimo giubileo. Staranno con un microfono in mano durante l’apertura della porta santa, e diranno più o meno “ma dai son tutte cagate”, piuttosto che “il cattolicesimo è un po’ come credere allo zodiaco”. Sottofondo di risate registrate.
Pari e patta.
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Papa Eminens Ratzy invitato alla Sapienza di Roma per un saluto.
Io lo trovo fuori luogo e poco coerente.
- Vorrei ricordare che il Papa ha ammonito a non perdere “il riferimento a Dio”, perché se questo si verifica “le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue e diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo”. Quando mi pare che la scienza debba universalmente essere libera da vincoli religiosi. Uno scienziato musulmano, induista, buddista o ateo rappresentano forse una minaccia? E quale Dio consacra come buoni studi e ricerche? Come dice Luttazzi da oggi smettiamo di somministrare antibiotici al Papa. Io penso proprio il contrario: la scienza non ha bisogno di Dio, altrimenti Dio spiega tutto, se Dio spiega tutto, non c’è bisogno più di scienza. Quindi la scienza ha il compito di cercare di capire, di risolvere con la ragione, con l’osservazione, con l’esperimento. La scienza crede solo a ciò che è dimostrato, la fede a ciò che non si può dimostrare.
- Vorrei ricordare che il Papa non crede che noi si discenda dalle scimmie ma grazie ad una volontà superiore che ci ha creato mescolando fango e costole. Mi pare che la scienza creda ancora alle teorie darwiniste dell’evoluzionismo. Il creazionismo, è una questione di fede mentre il darwinismo è una scienza. P oi si cerca la scappatoia di combinare darwinismo e creazionismo ficcandoci dentro il “disegno intelligente”: un modo per spiegare, giustificare, il darwinismo con un grande regista che sarebbe Dio e che fa tutto lui. Sono scappatoie. Mi pare un ritorno al Medioevo. Già qui mi pare che siano i fatti a dire che il Papa alla Sapienza c’ha poco da dire.
- Vorrei ricordare che il Papa sostiene che l”amore gay è debole e deviante”, mentre alla facoltà di psicologia de la Sapienza lo si spiega come un diverso orientamento sessuale, né inferiore né superiore all’eterosessualità.
Questi sono solo degli esempi. La separazione tra scienza e religione come discorsi indipendenti segna la nascita stessa della modernità.E io mi ci sono affezionato alla modernità.
Chiudo con una celebre battuta di Woody Allen diceva “Non c’è niente di male nella scienza: tra il Papa e l’aria condizionata, scelgo l’aria condizionata”!
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sarebbe fantastico!!!
red
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Io mi propongo per preparare il sottofondo di risate….
Però ci inserisco anche qualche pernacchia…
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Finalmente qualche italiano alza la testa contro lo strapotere ecclesiastico. Speriamo che ne seguano tanti altri.
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No, proprio non ci siamo. Un’altra caduta di stile (sì signora Brin, ha ragione!) Una volta invitato, il pontefice doveva andare alla ‘Sapienza’. Gli Ebrei che, come sempre, sono i più intelligenti di tutti, invitarono a parlare, alla Columbia, perfino il presidente iraniano (altro che creazionismo vs. evoluzionismo, lui i finocchi li impicca senza grandi complimenti). Una volta dentro, quest’iraniano dal nome impronunciabile fu impallinato a dovere su tutta la linea del suo operato (dalle sue orribili camicette ai traccheggi atomici). Risultato: la Columbia ne venne fuori come campione della democrazia e della libertà di parola occidentali. E alla Sapienza? si invita un pontefice, e subito dopo ci si dissocia dall’invito, poi si protesta in nome di princìpi sacrosanti (tipo la laicità dello Stato, la libertà della ricerca scientifica, etc.) che però, buttati lì come arance, come merce di scambio di un dibattito scadente, vengono completamente obliati dall’unico vero fatto, l’unico autentico prius logico: uno invitato a parlare non può farlo. Risultato: il papa ne viene fuori come ‘martire della verità’ (e ricordatevi quest’espressione: Buttiglione o Ruini la tireranno fuori presto). Se avesse potutto parlare, il suo discorso avrebbe potuto essere attaccato nella forma e nel merito (come nella famigerata prolusione di Ratisbona) e invece, adesso, saremo costretti per settimane ad avere sotto il naso l’olezzo greve del martirio mediatico di un vecchio tedesco di cui non vediamo l’ora di liberarci tutti. Insomma, un’altra battaglia persa perché la cattiva figura la fa sempre chi si sottrae al confronto e non chi vi si presta. Vostro, BD.
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Sig.r@ Davis, gli estensori della lettera hanno precisato che non avevano nessuna volontà censoria nei confronti di questo simpatico vecchietto, ma che non ritenevano oppurtuno che parlasse all’inaugurazione dell’anno accademico. In ogni altro momento sarebbe potuto venire tranquillo a sfoggiare i suoi bianchi paludamenti.
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Ma gli estensori della lettera che, se ci riferiamo alla lettera di dissociazione, sono professori della Sapienza, sanno benissimo cosa significa ‘in realtà’ affermare di non avere alcuna volontà censoria. Dico, non so che esperienza tu abbia del mondo universitario italiano, ma ti posso dire che per diventare professore alla Sapienza devi essere anzitutto una belva inferocita (se non altro per motivi di interna ‘resistenza’) poi tutto il resto (possibilmente preparato, ma non necessariamente). Voglio dire che questi docenti non sono un manipolo di studiosi sprovveduti chiusi in una turris eburnia ma dei politici navigatissimi che sanno perfettamente come si scrivono (e si leggono) certi capolavori di ambiguità, quali queste lettere ufficiali, cortesi e sempre gelide. Ma poi che vuol dire ‘ragioni di opportunità’? quasi quasi comincio a rimpiangere le ‘ragioni di sicurezza’ che il governo americano tira fuori a ogni pié sospinto: «Scusi vorrei una coca-cola…» «Non posso, mi spiace, ragioni di sicurezza….». Vostro, BD
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Eh no. BetteDavis. Io invece sono MOLTO soddisfatto.
Innanzitutto perché finalmente in Italia qualcuno ha rotto il muro che il papa in quanto tale non poteva essere messo in discussione.
E sono stati pochi studenti e 60 professori.
Ed è stato lui, codardo, a non voler andare in un posto dove, all’esterno, c’era qualcuno che lo metteva in discussione.
E’ chiaro e si vede che lui adesso è il martire, e TUTTI i politici a baciargli la pantofola. E questo renderà più difficile secondo alcuni l’approvazione di certe leggi giusto per non offendere sua santità che è stato così ingiustamente offeso.
Ma andiamo. Tanto certe cose in Italia non le otterremo mai. Sicuramente non con le buone maniere. E finalmente qualcuno l’ha capito. Quindi rispondiamo al pastore tedesco utilizzando almeno la sua stessa arma. E spero che ovunque vada. cominci a trovare persone che gli fanno buu e fischino a tutte le cazzate che spara.
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Non conosco l’ambiente universitario, ma concordo con l’analisi di BetteDavis, anche se mi sembra che la protesta sia montata in maniera incontrollata fra gli studenti…
Quello che trovo preoccupante e’ però il clima che si sta creando e che la nostra classe politica mi sembra faccia fatica a cogliere: in uno stato davvero laico le istituzioni non avrebbero nessun problema a confrontarsi alla pari.
E’ che qui nessuno sembra difendere le scelte di uno stato libero, mentre tutti sembrano pronti a battersi per le ragioni della chiesa!!!
Mi sembra credibile che a un certo punto qualcuno possa sbroccare e che imponga malamente il suo “adesso basta”…
Del resto l’esasperazione si rileva addirittura in alcuni post di questo blog: il libero ma ininterrotto ciarlare di invasati come la Binetti ci fa venire voglia di mollare i piumini per la cipra e agguantare mazze da baseball!!!
E questa mattina il Santo padre e’ stato accolto per l’udienza generale con i suoi da urla invocanti la libertà.
E Livia Turco ieri sera faticava a tenere la posizione di fronte ad un terribile Buttiglione che si esprimeva contemporaneamente e con identica insopportabile arroganza su Rai2 e su Rai3
E fra le reazioni dei politici lette questa mattina sul sito di Repubblica sembra che solo un deputato socialista abbia espresso qualche perplessità sulla campagna di vittimismo in atto…
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Perché non accoglierlo alla Sapienza e poi coprirlo di fischi e contestarlo quando apre bocca, invece di porgergli su un piatto d’argento questa golosissima opportunità di passare per martire e vittima di terribili censure? Non si rendono conto che così fanno soltanto il suo gioco? Un’occasione sprecata: adesso ci dobbiamo pure sciroppare tutte le insopportabili manfrine dei politici – a destra e a sinistra – e i cori di solidarietà degli italiani buoni alla Grande Vittima. Hanno ben poco di gongolare, i sapientini del No Vat.
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La prima cosa che mi viene da dire è: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Le gerarchie vaticane hanno inasprito lo scontro e hanno perso ogni autorità e credibilità. Ma a mio avviso la giornata è abbastanza nera sia per i cattolici che per i laici. Sia per il caso Ratzinger sia per il caso Mastella, la sponda del papa nel Governo (vedi scambio di telefonate sui Dico con i ringraziamenti del Santo Padre). Nonostante mi ritrovi, con le mie idee, esattamente all’opposto dei due il fatto che il Papa abbia rinunciato ad andare alla Sapienza e che Mastella si sia dimesso per l’arresto di sua moglie (fatto molto sospetto) mi lascia abbastanza preoccupato. E rischia di creare un fronte catto conservatore che non potrà che trovare un forte appoggio popolare. Inoltre ho sempre pensato che ognuno dovrebbe essere libero di esprimere le proprie idee, anche il papa, e questo è a fondamento di una cultura liberale e democratica. Ma…
Nonostante le mie buone intenzioni una laurea in scienze della comunicazione per quel poco che serve mi ha insegnato che un dialogo corretto è un atto che si fa tra soggetti che si pongono su un piano paritario. E bisogna sempre ricordare che il papa si considera, ed è considerato dai suoi fedeli, il portavoce di Dio in terra, e infallibile (by the way il discorso alla Sapienza sarebbe stato probabilmente ex cathedra quanto quello famoso di Ratisbona). Questo vuol dire che sarebbe stao impossibile replicare. E bisogna anche ricordare che quando Napolitano e Ratzinger si parlano al telefono da un lato c’è un Capo di Stato eletto da un Parlamento democratico, dall’altro un monarca assoluto capo di uno Stato teocratico la cui elezione è a vita e opera di alcuni anziani signori guidati dallo Spirito Santo. Questo fa saltare qualsiasi tentativo di “reciprocità” come auspicherebbe Mark. E questo rende secondo me il caso di Ratzinger molto diverso da quello di Ahmadinejad, che è un capo di stato eletto dal popolo (con tutti i suoi limiti) e non con carica perpetua. Non credo che questo elemento sia secondario.
Questo rende difficile applicare a Ratzinger qualsiasi tentativo “liberale” e democratico. D’altronde a tutti sembra normale che lui chiami il nostro Ministro della Giustizia (per ora ex) e ingerisca nella politica italiana. Ma a nessuno sembrerebbe normale se il capo del Governo auspicasse una riforma del sacerdozio che aprisse alle donne.
Ma per me comunque giovedì Ratzinger avrebbe dovuto parlare. E la signora Mastella non avrebbe dovuto essere arrestata da un giudice con manie di onnipotenza. Le due cose si salderanno. E credo ora tutto si complicherà ulteriormente (compresa possibile caduta di governo). Prepariamoci!
Mi sono ritrovato venerdì scorso in un ufficio londinese ad assistere a un matrimonio (più o meno) di un ragazzo sud africano e uno polacco circondato da quadri con rappresentazioni di matrimoni in stile vittoriano, un quadro gigantesco di Betty con la corona (capo della chiesa anglicana…), e una trentenne ragazza musulmana, con rispettivo velo, come pubblico ufficiale. E noi ancora qui…
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Paolo, alla Sapienza il papa avrebbe parlato e TUTTI avrebbero applaudito… (in quanto il pubblico sarebbe stato solo di leccapantofole).
Appena il papa ha saputo che FUORI dall’università qualcuno si sarebbe permesso di contestarlo (mentre lui arrivava, non mentre parlava) ecco che ha rinunciato….
Lui non è abituato ad esser messo in discussione…. E’ l’assoluto.
Io sono tra quelli che gongolano… la politica della carota col Vaticano NON funziona… E l’Italia ne è la prova.
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stavo cercando di costruirmi un idea su cosa é successo, da libertario, sono contro qualsiasi forma di dogmatismo e intolleranza e chissenefrega..
questo post ha sintetizzato in modo semplice e diretto la lettera dei 67.
in ogni caso LA COLPA, perché di cose cristiane si scrive: é dell’ufficio che gestisce la comunicazione della Santa Sede.
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Infatti secondo me le contestazioni è meglio non pre-annunciarle, Moliga. Le fai e basta.
Nessuno ricorderà quest’episodio come il rifiuto da parte di alcuni docenti di fa aprire l’anno accademico di un’università laica da un’autorità ecclesiastica. Quello che gli italiani pensano – grazie anche a politici, tv e giornali – è: non lo lasciano neppure parlare, poverino.
E ha vinto lui la partita, purtroppo.
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Paolo, secondo la tua logica il bianco muove e vince e sempre, ma io non ne sarei così sicuro: se i contestatori avessero agito di soppiatto e, durante il discorso del simpatico vecchietto, avessero tirato fuori tromboni e catenacci, cosa pensi che avrebbe cianciato la libera stampa? “Attacco al Papa!”, “Contestato il Papa”, “Il Papa non riesce ad esprimere la sua opinione” e via con le scuse dei politicanti vari.
Intanto è rimasto a casa a bere il tè con Georg, speriamo che gli vada di traverso.
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Allora, a mio parere la maggiore responsabilità in questa vicenda è del rettore (rigorosamente minuscolo, che il maiuscolo è solo per Donatella) che ha preso l’iniziativa dell’invito.
A quel punto il meccanismo innescato avrebbe portato inevitabilmente vantaggi immensi di visibilità a Ratzinger:
1) se nessuno avesse protestato, R. avrebbe fatto la sua lezione ex cathedra e senza contraddittorio negando al solito l’autonomia della scienza e stronzate solite, tra gli applausi di tutti e le telecamere di tutti i tg a glorificarlo.
2) se l’invito fosse stato ritirato o non accettato, ecco la solidarietà GLOBALE (anzi no così sembra soltanto, la solidarietà è solo dell’intera Italia, fuori ci stanno probabilmente prendendo peri fondelli come al solito), per la CENZURA. Ed è l’ipotesi che si è verificata.
3) se invece, come vanno dicendo in tanti, il Papa avesse parlato e ci fossero state contestazioni (rigorosamente non autorizzate e velocemente disperse, perchè non è MAI previsto istituzionalmente contraddittorio vero quando il Papa interviene in giro), cosa sarebbe successo di diverso? I discorsi sui facinorosi e sull’attacco alla libertà di espressione sarebbero gli stessi di oggi. (ricordate l’episodio delle Farfalle Rosse di Siena, quando pochi studenti contestarono Ruini e furono tacciati di simil-terrorismo? non sarebbe stato nulla al confronto).
Insomma, formulato l’invito, l’enorme danno alla laicità dello Stato (e anche all’autonomia dell’università: il Papa e la Chiesa agiscono da parte politica da qualche anno, quindi è come se a un’inaugurazione di anno accademico fosse stato invitato un politico segretario di partito in quanto tale!) era già stato fatto. L’ennesimo danno. E a questo punto, che per una volta al Papa sia stata almeno virtualmente sbattuta la porta in faccia (anche se in realtà è lui che è battuto in ritirata) è una seppur piccola consolazione.
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Io spero che questo porti a un effetto boomerang…
In ogni luogo, in ogni discorso in cui sia presente un porporato, spero vi sia un gruppetto di ‘facinorosi’ che faccia sentire la propria voce.
Vi ricordate i fischi a Ruini di qualche anno fa da parte di studenti dell’università di Siena?
Purtroppo in Italia il clero non ha mai avuto un dissenso pubblico.
I politici leccano, che almeno il popolo si faccia sentire.
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Probabile che sarebbe andata così, Principino, ma se non altro nessuno avrebbe potuto parlare di censura, ostracismo o chiusura al dialogo. Personalmente mi ripugnerebbe, fossi uno studente della Sapienza, vedere il Papa che apre l’anno accademico. Però ho l’impressione che gli sia stata regalata un’occasione per convincere gli italiani che i senzadio sono peggio dei talebani.
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io sono d’accodo con Principino.
Non si e’ mai visto un rappresentante della chioesa mettersi in gioco, figuriamoci se il Papa fosse stato demolito durante la Sua visita. Non sarebbe cambiato nulla rispetto alla massa di giornalisti dattolici che stanno inondando di articoli/servizi-scandalo i meia di tutta Italia, asserendo situazioni inesistenti (non c’e’ stata alcuna censura).
I docenti hanno tutto il diritto di protestare, poi se il Papa avesse voluto recarsi ugualmente alla Sapienza avrebbepotuto farlo…
oppure bisogna continuare ad accettare tacitamente qualsiasi cosa arrivi dal Vaticano?
In nome di che cosa?
Biasogna sdempre fare quelli educati, quelli che non alzano la voce?
e perche’?
per far si che invece si continuino a dire bestemmie civili come quelle sull’omosessualità?
E no, adesso basta
Con le buone con ce la si puo’ fare
e alora che si apssi alle azioni un po’ piu’ forti…
e non mi sembra nemmeno che questa sia stata una azione fortissimas, solo che ogni volta che si attacca il vaticano scopia un putiferio.
Poveretti quei giornalisti che hanno paura di perdere la poltroncina…
questi episodi mi ricordano molto gli attacchi alla satira degli ultimi anni
solo in Itaia siamo messi così
pazzesco
e poi c’e’ ancora chi si lamenta perche’ non ci sono parità di diritti
e come si pensa di combattere questa situazione
rimanendo zitti?
Non credo
Certo sarebbe auspicabile un duialogo, purtroppo non lo si puo’ avere con chi ragiona con i DOGMI e’ mateaticamente impossibile
e quindi AZIONE!
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Paolo, tu assumi che i giudizi formulati sulla questione siano razionali. In realta’ sappiamo bene che il Papa in Italia non si critica MAI sull’informazione mainstream, in nessun caso.
Vedo che qualche opinionista trombone adesso ha scelto la linea ‘non ero d’accordo con l’invito ma bisognava lasciarlo parlare’. Secondo te se il vecchiaccio avesse fatto la sua lezioncina, questi fior di giornalisti ce l’avrebbero detto che non erano d’accordo con l’invito?
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Ma che ci importa di quello che avrebbero riportato i giornalisti. Il messaggio che doveva passare era uno: nelle discussioni sulla libertà i laici sono migliori dei cattolici. Punto e basta. E’ passato il messaggio opposto, per la serie, se vogliamo siamo peggio di voi. Si è creato il caso e i cattolici ortodossi hanno avuto la meglio creando l’ennesima occasione di martirio. Del resto solo degli sprovveduti possono pensare che il papa avesse BISOGNO di andare a parlare alla Sapienza per farsi sentire. Finché non si affronterà questa considerazione elementare non si farà altro che alimentare ideologia, cioè il nulla. Vostro, BD
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Non c’è più tolleranza possibile con un pontefice e con le sue gerarchie che hanno ripetutamente insultato con incivile arroganza milioni di persone che non la pensano come loro. Questo pontefice si è permesso espressioni e posizioni incredibili nel XXI secolo, nei Paesi civili. Ancora più incredibili sono l’omertà e il sussiego delle classi politiche italiane.
Non c’è più tolleranza né rispetto verso le gerarchie vaticane che hanno usato intolleranza ed espresso disprezzo. Non c’è dialogo possibile. Hanno passato la misura. Finalmente qualcuno con la voce potente ha avuto il coraggio di dire: No, non sei gradito. Speriamo che non sia l’unico.
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Sig.r@ Davis, se vivesse in Italia credo che il tono dei suoi commenti sarebbe leggermente diverso : )
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Caro BD, in linea teorica hai ragione.
Quindi poniamo il caso che nessuno avesse detto nulla e che il Papa avesse tenuto la sua bella lezioncina su come la scienza e la fede debbano trovare un punto di incontro (che piu’ o meno equivarrebbe a fare andare d’accordo Nicoletta Paciaroni con La Montalcini)…
cosa sarebbe poi successo?
che gli studenti avrebbero contestato le parole del Pontefice scatenando uno scandalo del tutto simile a quello attualmente in corso?
e cosa sarebbe cambiato?
Si sarebbe considerato comunque incivile, perche’ il papa non si contesta…a prescindere, e lo sappiamo tutti benissimo.
oppure nessuno avrebbe contestato…. e quindi?
tutto sarebbe andato avanti come prima…
Teniamo anche presente che come già detto la Chiesa NON accetta scambi di vedute, quindi inutile pararsi dietro la foglia di rosmarino del “invitiamo il papa a parlare e a rispondere a delle domande”…non puo’ succedere una cosa del genere, non lo accettano, non succederà mai e non e’ neppure auspicabile che qualcuno si accorga e che denunci il fatto che la Chiesa non accetti scambi di opinione.
Chiaramente si sta parlando di messaggi che devono arrivare alla massa, e’ logico che chi già ha un certo tipo di pensiero ci arriva da solo, ma non e’ li che il messaggio deve arrivare.
Proponimi una soluzione, plausibile, a quanto accaduto e che abbia un significativo impatto.
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Caro ’stanzacentouno’ credevo di avere proposto una soluzione indicando un metodo (laico e civile) e non un contenuto. L’ho ripetuto due volte e non sono riuscito a farmi capire. Sarà anche un fatto di toni… Tuo, BD.
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@BetteDavis, ma la tua posizione in linea teorica è condivisibilissima. Il problema è appunto “il messaggio che doveva passare”. In Italia il messaggio dei laici (non dei laicisti, eh) NON PASSA. Comunque. Sono anni che si cerca il dialogo, ora basta. Resta solo la possibilità di una (pacifica) ribellione di massa. Altrettanto inutile, forse, ma tant’è.
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@BD, come dice disorder, e come ho detto io stesso all’inizio della mia risposta, il tuo medoto e’ condivisibile.
Il problema e’ che non e’ efficace, in quanto non applicabile in linea “pratica” perche’ non sarebbe accettato dalla controparte…tutto qui.
E siccome con le teorie, pare non si arrivi da nessuna parte, almeno fino a quando ci sarà la prepotenza di chi ha il potere dalla sua, bisogna agire con interventi un po’ più dirompenti, che forse genereranno qualche equivoco, ma che certamente smuoveranno l’interesse per lì’argomento, per quanto la compattezza del giornalismo italiano nel difendere il Papa mi risulta quantomeno sconcertante.
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In tutto questo, trovo anche ironico che il personaggio in questione dovesse pronunciare un discorso il cui argomento centrale era il “coraggio della verità”. Gli sono bastate un po’ di voci contrarie per decidere di non tenere piu’ il discorso. Quindi lui per primo non ha avuto il “coraggio” di andare ad esporre la sua “verità”. Che ciarlatano…
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‘Ciarlatano’ è sempre una parola bellissima. BD