7 dicembre 2007 |
Politica
Tutto il mio rispetto a Ivan Scalfarotto, Sergio Lo Giudice, Andrea Benedino e agli altri esponenti LGBT del Partito Democratico, ma finché questa signora continuerà a farne parte – mettendo i bastoni fra le ruote a qualunque proposta di norma civile a favore degli omosessuali – il PD non avrà il mio voto.
E se il decreto anti-omofobia verrà rimosso dal pacchetto sicurezza – come è fin troppo facile prevedere che avvenga – i gay picchiati come il ragazzo di Bari dieci giorni fa, insultati o ridicolizzati se la prendano con la Binetti, Buttiglione, Mastella e Chiti, perché se in Italia si può dare addosso ai froci impunemente è colpa loro.
Ivan Scalfarotto, Sai tenere un segreto?, Repubblica.it
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EH SI, ho pensato esattamente le stesse cose che hai scritto, proprio mentre vedevo l’immagine della Binetti che lasciava il parlamento, con una mal celata speranza di vederla inciampare nel cilicio e spaccarsi la faccia a terra(migliorano così il suo aspetto).
Dal momento che ultimamente i cattolici continuano ad autoeleggersi oggetto di discriminazione religiosa, mi piacerebbe sapere come considerano tutte le altre forme di disciminazione…
ma poi a pensarci bene
non so nemmeno perche’ continui a pormi certe domande.
Non si puo’ agionare con certa gente, e’ inutile e’ ASSOLUTAMENTE inutile, un muro di gomma, non c’e’ tavolo di discussione, loro hanno dalla loro la VERITA’ ASSOLUTA…come potremmo mai combattere contro cotanto incarico divino (o, meglio di-vino).
Non ce la faremo mai….
In linea generale la cultura media e’ aumentata, favorendo l’alontanamento da certe forme di superstizione, ma di contro il condizionamente mediatico e’ talmente forte che le menti/tubo catodico degli italiani sono così sopraffatte dai messaggio che vengono irradiati che ho tanta paura di trovarmi improvvisamente nel bel mezzo di un medioevo del 2000.
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Mah, io invece il rispetto ho iniziato a perderlo, da un po’. O meglio, il rispetto dei suddetti come cittadini c’è sempre, ma come gay un po’ meno (le differenze con un gay che milita ne La Destra di Storace si fanno sempre meno palpabili…).
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(dove per “rispetto” intendo ovviamente “considerarli muniti di uno straccio di credibilità, dal mio punto di vista”)
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Però più passa il tempo, Disorder, e più mi convinco che se continuiamo soltanto a criticarci fra gay perché apparteniamo a schieramenti politici diversi non otterremo mai nulla. Guarda la fiaccolata a Roma per i diritti civili di qualche giorno fa, per esempio: c’erano 4 gatti.
È chiaro che più siamo divisi più siamo deboli. Forse sarebbe ora di metterci d’accordo tutti quanti, tra froci, su quello che vogliamo in Italia e che ancora non abbiamo rispetto ai gay degli altri Paesi della UE. Cominciamo a cercare di ottenere quello, e non importa se siamo del PD, di GayLib, di Arcigay o senza alcuna tessera.
Quando finalmente non faremo più parte del terzo mondo potremo anche permetterci il lusso di essere in disaccordo fra noi su altre questioni, ma fino ad allora dovremmo sforzarci di fare gruppo indipendentemente dai partiti.
Voglio sperare che a nessun gay stia bene di essere discriminato, anche se magari è contrario al matrimonio o alle adozioni.
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Io non riesco a capire in termini di logica perche’ un decreto che stabilisca provvedimenti per fatti considerati penalmente rilevanti debba essere bloccato in Parlamento. Ripeto, e’ la logica che non capisco. Ma la chemio questi signori non la fanno? Vostro, BD
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Quest’ultima sull’omofobia, come l’uscita di D’Alema dell’altrogiorno, mi lascia semplicemente senza parole. Ma ormai la cronaca politica delle ultime settimane, tra Bertinotti, Berlusconi, Binetti e Cossiga sfugge a qualsiasi logica. O forse la psichiatria può aiutare?
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Comincio a comprendere perfettamente gli anni di piombo. BD
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Paolo, noi possiamo anche aprirci alla partecipazione di tutti (sono il primo). Il punto è se chi fa carriera politica o comunque si impegna all’interno di un partito (soprattutto se con vocazione di governo come il Pd) sarà disposto a partecipare e sostenere iniziative che ai partiti “dominanti” si pongono necessariamente in contrapposizione. Su questo punto ti ho risposto per esteso da me: http://outsiders.splinder.com/post/15043911/You+gotta+fight+for+your+right
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Ehm, spero che la sintassi del precedente commento sia comprensibile
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Bette caro, hai assolutamente ragione con il parallelo anni di piombo-logica inesistente. Purtroppo visto che il dialogo è quello che è e gli strumenti messi a nostra disposizione sono inutili (non per colpa della Costituzione ma perchè siamo un popolo strano, cfr rapporto Censis di ieri), uno per farsi velere fa come può… A volte pure a me balenano in testa le idee più balzane. Eppure non sono mai stato un sovversivo. Pensa che oggi ho anche comprato due rami di biancospino per il centrotavola.
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[...] questione poi è la richiesta di misure a carico della Binetti. Qui sono più perplesso, perché quella norma approvata è sbagliata, è da [...]
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Sono contento di quel che dici, caro Paolo. Mi sembri anni luce lontano dal tuo recente post sul “stiamo a sinistra che sono meno peggio!” I gay svegli dovrebbero fare lobby, concentrare i loro voti dichiarati su un piccolo partito (Boselli, Storace, Verdi a piacere) e farlo passare dall’1% al 3%. Magari non passano la soglia ma vedono la differenza! Poi si va dal PD, che nel frattempo avrà perso le elezioni e gli si dice: “Ti serve questo 2% contro Berlusconi? Allora caccia la Binetti, lei non ha tanti voti!” Io in particolare opterei per Storace per vedere la faccia che fa
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Bei coglioni… se ci aspettassimo sempre qualcosa dagli altri (del resto come dalla politica) potremmo restare in bilico nel limbo degli idioti. Forse nel nostro piccolo ognuno di noi dovrebbe alzare il culo e fare qualcosa. Nel piccolo c’è anima.
Encantado
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Intendiamoci, FdM. Sono ancora perfettamente convinto del fatto che a sinistra sono meno peggio: quelli della CdL hanno applaudito la Binetti, e personalmente resto dell’idea che un gay che vota a destra sia masochista. Però il punto qui non è per quale partito dovrebbero votare i gay italiani, ma che riusciamo a farci sentire indipendentemente dal nostro schieramento politico.
Non vogliamo essere discriminati? Allora facciamo una manifestazione nazionale in difesa del decreto anti-omofobia a Milano e a Roma e andiamoci tutti quanti: Arcigay, GayLib, Radicali, gay di Rifondazione, gay della CdL, gay del PD, gay senza nessuna tessera. Soltanto così forse riusciremmo a ottenere qualcosa.
Se invece stiamo a casa a rinfacciarci sui blog le colpe dei partiti, o andiamo a fare shopping o a ballare, allora non lamentiamoci troppo di quel niente che abbiamo, perché un po’ ce lo meritiamo. E lo dice uno che è introverso, pigro, che detesta la folla e che non è mai stato un attivista.
Se facessimo una manifestazione tutti insieme non legata a nessun partito e a nessuna associazione, avremmo qualche speranza in più di farci ascoltare. A un evento di questo genere sarei felice di partecipare, e anche di stare accanto a un gay di destra che chiede la stessa cosa. Cominciamo a ottenere il minimo indispensabile per non sentirci più parte del terzo mondo, e finalmente cittadini omosessuali della UE. La domanda però è: ne siamo capaci? O ci ritroveremmo in piazza in 4 gatti?
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Sì però niente arcobaleni e carri con spogliarellisti e travestite. Tutti in silenzio totale, vestiti di grigio con la faccia imbiancata da cadaveri e un cartello al collo con frasi tipo: “Noi non abbiamo diritti” “In questo Paese siamo dei morti viventi” “Per voi non esistiamo”. Forse è la volta buona che le TV, magari anche quelle internazionali, dedicano un po’ di tempo ai diritti dei gay in Italia.
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Caro Colonna, altro è pensare che a sinistra siano meno peggio (lo accetto, soprattutto se chi lo pensa è gay), altro è persistere nello stato di torpido autocompiacimento dell’essere di sinistra. Non si vota un partito, o un’area, soltanto per comprarsi una identità e scaldarsi il cuore con chi condivide una visione del mondo, ma per ricevere servizi. Quanto alla destra di Storace, mi pare una alternativa particolarmente disadatta, poichè i missini hanno sempre riprodotto a destra questa mentalità settaria/light da giornalino satirico anni ‘80.
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L’ultimo messaggio di Colonna è proprio quel tipo di atteggiamento che mi attendo da un elettore occidentale moderno. Purtroppo tutti gli altri italiani di sinistra (o di destra) non sono gay, e quindi persisteranno ancora per qualche tempo nel loro intorpidimento identitario di sinistra o di destra. Naturalmente esagero (percepisco qualche cambiamento rispetto a qualche anno fa, oggi l’elettore di sinistra medio mi pare meno affetto dalla sindrome dell’eterno studente universitario), ma le mie provocazioni hanno una base concreta.
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Ma a votare cosa ci andiamo a fare?
Io ho votato questa coalizione perchè speravo in qualche riforma sociale, non nell’oscurantismo medioevale.
Se le cose stanno così io alle urne mica ci vado.
Chi voto, ancora Mastella e Binetti?
Ma se stavamo meglio quando c’era il Berlusca (il che è tutto dire)?
Più che scendere in piazza con il volto imbiancato in questo momento scenderei in piazza con una bella spranga, una ghigliottina sarebbe ancora meglio, perchè non so se ve ne siete accorti ma la situazione italiana è molto simile all’ancienne regime di Luigi XVI (noto adesso un particolare Luigi XVI – Benedetto XVI. Li accomuna il XVI chissà se saranno accomunati anche da una rivoluzione).
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“Le peuple veut du pain…”
“S’ils n’ont pas de pain, qu’ils mangent de la brioche !”
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La situazione mi ricorda piuttosto “ce l’ho qui la brioche” di Zuzzurro…BD
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Ratzy lo vedo più come Maria Antonietta (nota icona gaya peraltro) che come Luigi XVI…
@Paolo: anche io sono pronto – distanze e orari permettendo – a scendere in piazza a fianco di chiunque. Purtroppo sappiamo tutti che chi appartiene ad associazioni e partiti è naturalmente portato a “contarsi” e a mettere il cappello su queste manifestazioni, a maggior ragione se riuscite (o a boicottarle se organizzate da altri, o a non partecipare se contrastano con la linea ufficiale dell’organismo a cui appartengono). Spero sempre che si esca da questa logica, comunque.
Appoggio l’idea di fdm. Servirebbe forse una specie di “usciamo dal silenzio” in salsa arcobaleno-senza-colori, una massa enorme di gente triste, silenziosa, senza diritti nè identità.
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Guardate, io è una vita che spero in una bella manifestazione tutti vestiti di bianco (o di grigio, o di quel che volete), silenziosa, muta e numerosa.
Altro che GayPride (che tra l’altro non critico).
Anni, anni, anni che ne parlo, di tanto in tanto.
Ma abbiamo il coraggio di farlo? Non siamo blogger, non dovremmo riuscire a creare una massa critica?
Cominciamo a organizzare qualcosa noi, qualcosa di effettivo?
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Ma io farei lo sciopero generale visto che questo Stato non ci tutele nemmeno nel basilare bisogno alla sicurezza.
Facciamo sciopero genrale come gli sceneggiatori a Hollywood. Tutti i gay e i gli amici dei gay, si astengono dal lavoro. Bisognerebbe sentire i sindacati per capire se sia possibile….
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La Binetti su Libero (dove sta molto più a suo agio, mi pare): “Sono gli omosessuali a discriminare me”.
Meno male che ci sono la Finocchiaro e Boselli, ma sono pessimista sulla norma anti-omofobia alla Camera: figuriamoci se correggono il riferimento all’articolo giusto del Trattato di Amsterdam, invece di cancellarla del tutto.
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Leggi qui. Ma prima prendi una pasticca di Maloox.
http://www.uaar.it/news/2007/12/09/norma-anti-omofobia-ce-errore-nel-decreto/
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Buonanotte Italia.
Vedo e prevedo… Vedo che tra poco il governo andrà in crisi…su questi e altri argomenti irrinunciabili (giustamente) per la sinistra.
Vedo che anche a destra si sta rompendo qualcosa…
E vedo una legge elettorale fatta per fregarci senza considerare la coalizione prima del voto…
E vedo che, per forza di cose l’unico governo possibile futuro sarà quello di CENTRO.
La squadra di governo: Binetti, Buttiglione, Casini, Mastella, D’Alema, Schifani, Bondi.
E noi? I nostri DICO-PACS_CUS?
Spero sia solo un incubo.
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Francamente non so quanto possa servire una manifestazione. Ho trovato molto disarmante e scoraggiante il silenzio che c’è stato intorno allo scorso Gay Pride (confrontato, tra l’altro, con l’eccessivo rumore fatto intorno al family day). La Binetti mi fa abbastanza schifo, ma quello che mi inquieta è la posizione di un gruppo editoriale come Repubblica , che sembra quasi non voler disturbare troppo Veltroni affrontando certi temi.
A questo punto c’è bisogno di qualcuno che ci metta la faccia e obblighi i media a parlarne. Per dire, se Dolce e Gabbana, uscisserò per cinque minuti dal loro splendido snobbismo per dire che preferiscono spostare la maison in un paese un po’ più civile (uno a scelta al di là delle Alpi) forse si potrebbe iniziare ad uscire da questo conformismo cripto-catecumenico che sta coprendo tutto.
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Dolce e Gabbana meglio lasciarli crogiolare nella loro grassa e volgare ignoranza, non mi sembrano i testimonial adatti per questioni del genere.
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Beh capisco che la situazione sia difficile, ma se dobbiamo attendere l’aiuto di Dolce & Gabbana stiamo ben oltre la frutta, direi che stiamo alla disperazione.
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non riesco ad associare D e G a nessuna iniziativa che abbia una matrice anche vagamente sociale o quantomeno che sia sufficientemente seria da essere presa in considerazione
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Non ho capito cosa c’entrino D&G in questo discorso. David non è convinto dell’utilità di una manifestazione in difesa della norma anti-omofobia. In alternativa, però, che cosa abbiamo? Forse dovremmo interrogarci un po’ di più su quello che potremmo fare per farci ascoltare, all’interno della comunità LGBT (sempre che in Italia ne esista una, o forse esiste soltanto un movimento?).
Se i partiti non solo non ci difendono, ma non si ricordano neppure che esistiamo non è anche un po’ colpa nostra? Se percepiamo i Gay Pride come ormai svuotati di significato non dovremmo assumerci la responsabilità di cercare di cambiarli? Delegare a un testimonial la rappresentanza delle nostre urgenze non equivale un po’ a lavarsene le mani?
Sono domande che mi sto facendo anch’io, e per le quali non ho certo le risposte.
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ritorno alla tua tesi.
Un Pd così – che non caccia neppure la Binetti, rea di aver negato la fiducia a Prodi – non merita i nostri voti.
probabilmente non gli interessano, ma si pentiranno dopo.
Per me, o finisco a votare De Michelis e Salvo Andò (ed è tutto dire) o annullo la scheda.
e comunque i gay italiani hanno due belle alternative (sul serio) da votare: il partito socialista (per chi è atlantista, filo-americano e benestante) o la Rifondazione (per chi è no-global, alternativo e protestatario).
non disperdiamoci altrove
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Rifondazione, come no. Quella che si è rigorosamente astenuta sull’emendamento alla finanziaria che avrebbe fatto pagare l’ICI sugli immobili della Chiesa sedi di attività commerciali. Però è tanto nogglobal, alternativa e protestataria. Ah signora mia.
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Mark, non sto dicendo che noi si debba votare per Rifondazione.
sto dicendo che in Italia ci sono almeno due alternative: una di sinistra riformista (i socialisti), un’altra di sinistra teoricamente anti-sistema (Rc)
ciò detto, gli opportunismi e i giochetti da bassa politica funzionano dappertutto.
l’alternativa è andarsene da questo paese ed è quello che sto progettando.
magari senza essere aggredito dai padroni di casa di un blog che considero mio amico
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Buoni, che qui nessuno aggredisce nessuno: ci sono semplicemente pareri diversi su quali partiti ci ignorano di meno. A proposito, ma i Radicali si sa già che confluiranno tutti nei neo-socialisti di Boselli o una parte di loro resterà autonoma? Io non l’ho mica ancora capito, eh.
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Da Veltroni-Finocchiaro no sanzioni a Binetti. Bene: tenetevela, allora.
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Ma giusto per sapere… C’è qualcuno fra i lettori del blog che intende dare il voto al PD, con Binetti ?
Non è polemica, voglio solo capire.
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Moliga, a me non piacciono le crociate. Su altri blog gay leggo continui e ripetuti attacchi al PD che mi sembrano davvero eccessivi, come se improvvisamente quel partito fosse la causa di tutti i nostri mali. Il problema non è solo la Binetti, e non è solo il PD. Non abbiamo bisogno di capri espiatori, e veder punita la signora sarebbe una magra soddisfazione.
Oltre ai tre esponenti illustri che ho citato ci sono tanti altri gay e lesbiche che hanno dato la loro fiducia al PD, e molti di loro hanno protestato vivacemente contro la loro compagna di partito. Personalmente non sono fra questi, ma se dovessi dare il mio sostegno incondizionato a qualunque partito in Italia ora come ora sarei comunque in grande imbarazzo.
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Paolo, lungi da me fare crociate… Anche se rileggendo quello che ho scritto potrebbe darlo a vedere…
E’ che non capisco… e mi sento un po’ smarrito in questa situazione…
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Vi IMPLORO di andare su raiclick.rai.it e cercare la puntata di PortaaPorta (dell’11 dicembre) sulla mostra censurata di Milano su arte e omosessualità. A circa un terzo della puntata c’è una sublimemente vergognosa analisi di un quadro di Testori da parte di Buttiglione. E’ una perla che rischiate di perdervi. Affrettatevi si vous plait. Vostro, BD.
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Sono passato davanti a Palazzo Nuovo a Torino ieri ed ho letto:
“BINETTI IN CILICIO,
IO IN GIARRETTIERA.
VEDIAMO CHI RIMORCHIA STASERA.”
Il postfemminismo c’è.
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Buttiglione:prima di lui la filosofia un esercizio inutile e dannoso,dopo di lui il diluvio universale.