20 novembre 2007 |
Attualita
Sulla faccenduola del ragazzo cacciato dal coro della chiesa dopo il suo coming out in tv a Ciao Darwin potete leggere a profusione sui quotidiani di oggi, anche nelle versioni online. Tacciatemi pure di cinismo, ma visto che la puntata del programma di Bonolis deve ancora andare in onda (stasera alle 21.00 su Canale 5), lo scandaletto anticipato mi pare soprattutto un’ottima trovata pubblicitaria per ottenere un guizzo di audience.
Le considerazioni da fare sul caso sono quelle di Aelred: solidarietà al corista di parrocchia militante di Forza Italia, ma anche il consiglio di cominciare a scegliersi per il futuro hobby meno tafazziani e alleati meno ipocriti (anche se non è proprio facilissimo trovarne, di questi tempi).
Corriere.it, Village
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Il problema, caro il mio paolo, è che una persona non può essere discriminata in base al proprio orientamento sessuale, religione o colore della pelle. Qualunque siano le sue frequentazioni politiche, sociali, pomeridiane.
Forse un giorno le varie associazioni ghei e i vari professionisti dell’ortodossia frocia (sic) smetteranno di fare gli azionisti di minoranza di una parte politica che non li ascolta, non li considera e non li vuole, per iniziare a difendere i diritti dei ricchioni, dovunque si trovino – e di qualunque fascia sociale facciano parte.
Io mi sono un po’ rotto il cazzo di questa fiom-ghei.
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beh insomma…se sei ebreo e vai a cena da Hitler il minimo che ti possa capitare e’ di finire in un campo di concentramento.
“E’ora di finirla” (per usare un eufemismo)e’ una frase che va bene per molte situiazione, ma e’ anche ora di finirla di pretendere che la Chiesa sia coerente con cuio’ che predica…non puo’ esserlo per la sua natura, cos’ come tutte le religioni organizzate che fanno dell’iposcrisai del senso di colpa e dello sfruttamento delle paure altrui la propria ragione di vita traendone vantaggi spropositati.
Io non sono solidale col chierichetto discriminato, io che ho frequentato la chiesa fino alla fine dell’adolescenza, quando ho capito in quale covo di vipere ero finito me ne sono andato ed ho iniziato a pormi delle domande sulla validità di quanto avevo ascoltato fino a quel momento….
E’ inutile essere solidali…e’ un po’ come la storia di Luxuria testimone di Nozze (con tutte le diovute differenziazioni del caso)se non ti volgiono in un posto perche’ vai contro i loro “valori” te ne vieni via…se sei nel PC ed questi di punto in bianco organizzano una uscita serale vestiti da Ku Klux Klan..te ne vieni via e bruci la tessera…..e non venitemi a fare la morale della fede….i dogmi sono una invenzione umana, che piaccia o no…poi la spiritualità e’ un’altra cosa e non c’entra nulla con l’appartenenza al coro della chiesa all’oratorio o a CL.
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Ma che diritti e diritti! Qua c’è solo la tragicità di una trasmissione tv che per farsi fare un bel lancio pubblicitario non trova di meglio che far leva sui diritti civili! Non sei certo tu il cinico, Paolo, ma questi st***** di Mediaset su cui c’è solo da vomitare.
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D’accordo, Psiko, la discriminazione fa sempre orrore, ma probabilmente per un nero la frequentazione dei simpatizzanti del Ku Klux Klan non è proprio l’idea più saggia, diciamo.
Sei gay e vuoi fare parte del coro in parrocchia? Sei transgender e insisti per fare da testimone di nozze in chiesa a una parente? Non è un po’ andarsele a cercare, le grane? Ci detestano, rendiamocene conto una volta per tutte. Non ci vogliono, non siamo graditi.
Voler far parte dei loro rituali a tutti i costi non equivale, da parte nostra, a tirarci una martellata sui coglioni, se mi perdonate il francesismo?
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Questa per me è psichedelia di alto livello. Altro che Monty Pyton! A parte che quando mi “usavano” in parrocchia come organista, nonostante fumassi in sacrestia, mi presentassi spesso un po’ brillo, e avessi più volte testato il medley tra “Signore dolce volto” e “Ash”, non osavano cacciarmi (potere del talento o scarsa concorrenza??). Ho dovuto attendere i 17 anni per telare di mio, senza neanche l’onore di essere cacciato. e pensare che non ci avevo ancora provato con nessuno!
ps. scusate se l’ho buttata in caciara. Ma davvero qui passa la metafora di Paolo: se sei nero, che esci con quelli del Ku Klux Klan? Capisco la fede… ma all’amico posso dirgli che dio (o chi per lui) ha detto “Amatevi l’un l’altro”, ma per l’appunto l’ha detto dio, non bagnasco.
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a me paolo piace sempre tanto nei sui interventi soprattutto quando per chiudere il suo ultimo intervento cita il titolo di una canzone di kylie poi eliminata dalla lista delle canzoni del suo ultimo cd!
piuttosto che il corista in chiesa lo vado a fare ad un concerto della suddetta e come martellata mi sembra già abbastanza
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Siamo d’accordo. Tuttavia quel che sfugge al discorso è che un’associazione come il ku klux klan nel nostro paese verrebbe sciolta, i membri processati e condannati, sotto il plauso della popolazione.
La chiesa di roma deve rispettare le leggi dello stato italiano. Dunque forse – forse – manca una legge che impedisca a chicchessia (il parroco in sagrestia, il professore in sede d’esame, il datore di lavoro, il padre di famiglia, il capo di un partito, il circolo delle bocce, il negoziante di francobolli, l’autista del 60 notturno) di esercitare pressioni o discriminazioni verso froci, lesbiche, transessuali.
Io non sono cattolico, ma ebreo. Ed in quanto tale posso iscrivermi a qualunque movimento politico o partito. Persino a forza nuova. E nessuno si può permettere di discriminarmi in quanto semita. “eh, ma un ebreo che si iscrive al partito di rauti dev’essere proprio rincoglionito” Non è questo il problema. Nessuno si può permettere di discriminarmi, punto.
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Davvero Kylie ha registrato un brano dal titolo “martellata sui coglioni”? Notevole.
Per quanto riguarda il post, sono daccordo con Principino e ancora di più con Paolo quando scrive che “non ci vogliono, non siamo graditi”.
E’ talmente palese che mi chiedo ancora perchè ci sia gente che ancora insiste nel volerne fare parte.
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…”un’associazione come il ku klux klan nel nostro paese verrebbe sciolta”.
Trovi?
Tanto per dire, negli ultimi anni abbiamo assistito a palesi situazioni di grave apologia al nazismo e/o recrudescenze da parte di gruppi di estrema destra.
Non mi sembra che sia stato fatto alcunché a parte dichiarazioni di stupore, autentiche come lo erano i sesterzi omaggio dell’ErgoSpalma.
Un’associazione come il KKK verrebbe ufficialmente messa al bando, ma più concretamente, verrebbe tollerata dove non opportunamente sobillata.
Sì, sono apocalittico. Mi adatto ai tempi.
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Basta guardare l’esempio di Forza Nuova. Imbrattano di svastiche le vetrine della Babele a Milano, ma nessuno fa un plissé: siccome sono abbastanza furbi da non inserire la parola nel loro statuto viene a mancare l’accusa di apologia del fascismo, che secondo la Costituzione è un reato. E quelli, potessero, ci metterebbero volentieri nei forni. A Bagnasco invece danno la scorta se qualcuno scrive sui muri che si dovrebbe vergognare.
E Matt: ogni citazione a Kylie è del tutto casuale e involontaria. Spero di non spezzarti il cuore, ma non sono mia stato un suo fan. È che sono pop nell’anima, mi vengono così.
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Un ragazzo è stato escluso da due ambienti (uno religioso, l’altro politico) in quanto omosessuale. Questo non è tollerabile. In una democrazia occidentale. In uno stato di diritto.
Il resto è fuffa.
E io mi chiedo cosa stiano facendo i cosiddetti rappresentanti dei ghei – troppo intenti a spartirsi (litigando) il potere, i soldi e gli spazi loro concessi.
Non mi è giunta voce di mobilitazioni, interrogazioni parlamentari, azioni pubbliche, azioni politiche.
Anche perché chi se ne frega di un frocio di forza italia. Se l’è cercata, no?
Un po’ come le giovani stuprate.
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Psiko, a quanto mi risulta il ragazzo ha già ricevuto la solidarietà di Arcigay, nonostante sia iscritto a Forza Italia.
Il “se l’è cercata”, da parte mia, era riferito al suo voler partecipare – da gay dichiarato – alle attività di un’istituzione che è apertamente ostile nei confronti degli omosessuali. Lo stesso “se l’è cercata” vale per Luxuria transgender testimone di nozze, e lei non mi risulta che sia di Forza Italia, no?
Precisato questo, non facciamone un dramma più grosso di quello che è, per favore. Il rilievo dato alla notizia sui media è già più che sospetto, visto che la trasmissione deve ancora andare in onda. Personalmente preferirei che eventuali interrogazioni parlamentari, azioni politiche, o iniziative di Arcigay e altre associazioni venissero fatte per casi di discriminazione e omofobia ben più gravi dell’accesso negato a un coro parrocchiale. Va bene indignarsi, ma cerchiamo anche di mantenere tutto nella giusta prospettiva.
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a me pare che dall’ambiente politico non sia stato escluso anzi lo hanno ringraziato per la pubblicità. l’ambiente religioso l’ha escluso, è vero, ma esclude e discrimina anche i divorziati. e discrimina in base alle credenze in materia di fede e discrimina anche le donne. psiko, sono d’accordo con te la chiesa cattolica andrebbe messa fuori legge.
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Questo ragazzo è stato cacciato da un coro in quanto omosessuale.
Aggiungo: in quanto ha deliberatamente deciso di rendere pubblica la propria omosessualità.
Quanto avvenuto a questo ragazzo è l’emblema stesso della discriminazione verso un omosessuale. Tu dici che esistono casi più gravi. Illuminami.
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Ansa:”un negro viene cacciato dalla piscina del quartiere; ‘mi spiace ma non ammettiamo ragazzi di colore’ ha dichiarato il direttore del centro sportivo.”
Paolo: “eh, si, vabbé, però la piscina era di proprietà del ku klux klan, il ragazzo può andare in una piscina pubblica, e poi occupiamoci di fatti più gravi.”
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Senti, Psiko. È un coro. Non potrà cantare in chiesa, dove – tra l’altro – se sei gay dichiarato ti cacciano anche dal seminario e non potresti neppure fare il prete (a meno che tu non decida di farlo ugualmente nascondendo le tue preferenze sessuali). Già questa mi pare una forma di discriminazione ben più grave rispetto a non poter partecipare a un coro di parrocchia.
E delle discriminazioni di genere sul lavoro, che mi dici? Non ti sembrano peggio di questo? E di quello che succede a scuola tutti i giorni? Matteo, il ragazzo che si è buttato da un balcone a Torino mesi fa, te lo ricordi?
Poi se vuoi intestardirti e decidere che quello che ha subito l’ex chierichetto è più grave degli insulti, dei pugni o di chi addirittura ci lascia le penne perché è frocio (e succede ancora, informati), accomodati: scrivine sul tuo blog, organizza una petizione, telefona all’Arcigay e chiedi che facciano di più per l’ex corista. Non farlo qui e non con me, però, perché non mi piacciono le polemiche inutili. Grazie.
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lungi da me. hai ragione, siamo finiti in fuffa, è che ultimamente sto riguardando quello che fanno le varie associazioni gay e più le guardo più mi ci incazzo.
tu non c’entri niente, anzi, grazie per il ‘tuo’ blog (sempre fonte di inspirazione) e per la chiacchierata di oggi. e scusa se mi son lasciato prendere la mano.
se non ti dispiace poi ti mando una mail.
Andrea Zanchi.
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Cosa ci si poteva aspettare, dal momento che il coro è parrocchiale? Purtroppo, questo…
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Nessun problema, Psiko. A proposito, del caso di Alberto Ruggin si sono accorti persino quelli di Queerty, anche se il loro post è più che altro una scusa per flirtare con il giovanotto.
Io però Ciao Darwin proprio non ce l’ho fatta a seguirlo, perdonatemi: anche se qualcosa di interessante forse è stato detto, Bonolis che imita Sordi mi fa venire l’orticaria e sarebbe necessario sottopormi a una lobotomia per convincermi a sopportare quel tipo di trasmissione di intrattenimento per più di cinque minuti.
Era infinitamente più divertente la catfight Melandri-Prestigiacomo a Ballarò: quasi meglio di Alexis contro Krystle ai tempi di Dynasty.
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[...] dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e [...]
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Per me il prete era tifoso della squadra degli etero e semplicemente ha rosicato per il derby gaycontroetero da Bonolis, stracciatamente vinto da noi! No ma dico…. ieri sera ho visto qualche minuto della trasmissione e mi è venuto da vomitare. A fermare il mio zapping è bastato il bonazzo di Costantino della Gherardesca, ma poi quello che ho visto è stato un reiterare e insistere su obsoleti luoghi comuni. La sfilata di moda (perdonami, coco per l’uso improrio di tale termine…) è stato quanto di più basso abbia visto ultimamente sulla cultura gay. Insomma è normale che ci discriminano quando ci mostrano gli etero come modelli seri in giacca e cravatta e noi vestiti di pitone, boa e fantasie fiorite.
Ora mi chiedo hanno un bel dire quelli dell’ufficio stampa di MEDAISET di essere indignati per la sorte toccata al ragazzo veneto. Quando in realtà gli autori della trasmissione l’hanno costruita sempre e solo stressando la diversità che c’è tra noi e loro. Mi dispiace ma non è serio! L’unica diversità tra noi e loro è solo la persona con cui scopiamo, e quindi un fatto assolutamente personale. Stop. Volete farmi credere che non ci sono gay in giacca e cravatta? Volete farmi credere che non ci sono etero con le sopraciglie spinzettate, il fard e i jeans a vita bassa e camice con lustrini? Balle! Ci sono eccome proprio perchè siamo uguali da una parte e dall’altra.
Ma trasmissioni come quelle di ieri sera non fanno altro che ribadire che siamo ( o sono…) dei diversi!
bleah….
scherzo!
Che dire? Lo trovo scandaloso. Io
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Quello che sto per scrivere potrà sembrare un triplo salto carpiato con spezzamento del capello, ma ci provo lo stesso.
Ma siamo veramente sicuri che la Chiesa non accetti i gay? O almeno che tutta la chiesa non li accetti?
Come molti da queste parti, sono cresciuto in un ambiente cattolico, progressista ma cattolico. Per forza di cose, ad un certo punto ne sono uscito: non mi sentivo di predicare bene e razzolare male. Questione di scelte. E’ stato un processo doloroso e lento, ma sono uscito da solo, prima che qualche figura istituzionale lo facesse per me, come è successo a Ruggin.
Mio fratello (che sa di me) e i miei genitori (che sanno di me) sono ancora all’interno dell’associazionismo cattolico, insegnano catechismo e vanno a messa tutte le domeniche. Quello che mio fratello mi ha ripetuto un sacco di volte è “la Chiesa non sono le istituzioni, ma le persone che la formano”, quindi anche quelli che non sempre la pensano come Ratzinger e Bagnasco. Tra questi, grazie a Dio, ci sono anche i miei, ma ci sono anche moltissimi cari amici, i primi a cui ho parlato della mia omosessualità e vi giuro che nessuno mi ha mai allontanato da nulla. Anzi, se possibile hanno iniziato a volermi ancora più bene. Solo una volta mi è capitato in confessione di sentire un prete che mi diceva che mi avrebbe aiutato a guarire: ho semplicemente smesso di confessarmi da lui.
Un caro amico teologo mi dice le stesse cose e continua a ripetermi parole come “accoglienza”, “accettazione”, persino “amore”, che – guarda un po’ – un certo Gesù aveva insegnato ad usare un paio di migliaia di anni fa. Sempre questo amico teologo mi ha messo di fronte ad una realtà, amara per la chiesa, dolce per noi, ovvero che all’interno del cattolicesimo serpeggia un’insofferenza grandissima a tutto quello che dice Roma da due papi a questa parte. La riflessione teologica – ad esempio – non è assolutamente libera, ma ci sono decine di pensatori cattolici che continuano a pubblicare e diffondere tesi antitetiche a quelle vaticane. Sono partite delle scomuniche e c’è addirittura chi sta parlando seriamente di scisma imminente.
Vi assicuro che c’è molta gente, anche nelle parrocchie, che un po’ ce l’ha con i preti, un po’ anche col papa, ma che continua ad andare in chiesa e frequentare la parrocchia per tradizione, abitudine, sicurezza o magari perchè pensa che il loro contributo a cambiare le cose possa partire anche da dentro.
In conclusione: per ogni Ratzinger c’è un Milingo, per ogni Bagnasco c’è un don Sante (quello fidanzato), per ogni imboscato in Vaticano c’è uno che ascolta e assolve i gay della sua parrocchia. L’istituzione Chiesa fa schifo, sono d’accordo, ma molta della gente che la frequenta ha degli atteggiamenti veramente cristiani, molto più di quello che spesso si immagina.
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secondo me paolino tu te la racconti un po’. di scismi non ne vedo all’orizzonte. di don sante ne vedo pochi invece di bagnasco, ruini caffarra ecc ecc ne vedo molti di più. a me in parrocchia dicono di voler bene al mio fidanzato come ad un fratello e di non farci sesso. ritornando al caso specifico se fosse come dici tu non ci dovrebbe essere problema per il povero corista in quanto pensando che sia stato escluso ingiustamente dal solo parroco gli altri coristi dovrebbero far lo sciopero del canto fino alla reintegrazione del suddetto frocio. forse se ciò non avviene è perché anche loro pensano che l’esclusione sia stata giusta
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Si Paolino, d’accordo, pero’ ci vuole anche un po’ piu’ di “coerenza coraggiosa”.
Non capisco, sinceramente e avendo avuto un persorso molto simile al turo (anche se probabilmente condito da un grado di sofferenza minore, per il distacco)il fatto di voler comunque rimanere in una comunità a tutti i costi, pensandola diversamente dai vertici della comunità stessa, ma alla fine, accettandoli.
E’ un po’ come professarsi Cattolici, ma non onorare i sacramenti…non ha senso…come che si professa appartenente una religione ma “a modo suo”…non esiste!
Se appartieni ad una religione, non essendo un atto imposto, la condividi, se non la condividi non puoi riscriverti delle regole personali per fartela andare bene in qualche modo.
Se invece la contesti allora ne esci.
Perche’ le religioni in quanto tali funzionano così. Ci sono dei dogmi e chi vuole far parte di questa o quella religione li deve accettare oppure non ne faccia parte…e’ molto semplice.
Nessuno impone nulla a nessuno.
Sinceramente l’accanimento nel voler a tutti i costi far parte di una comunità di un certo tipo pur non condividendone appieno i valori lo trovo un atto di iposcrisia molto grave.
Lo posso capire, al limite nella politica, dove si possono condividere alcune cose di un movimento, meno altre e per nulla altre ancora e che si cerchi di cambiare le cose.
Nella religione questo non vale.
C’e’ una differenza molto netta che pero’ a volte viene confusa.
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@ matt butter: non stavo parlando solo di parroci: la mia esperienza mi ha insegnato che ci sono più “veri cristiani” tra chi non è prete. E un’altra cosa che ho imparato sulla mia pelle, è la distanza che passa tra quello che un prete dice, quello che è obbligato a dire (per i voti di obbedienza) e quello che pensa veramente, e che magari ti racconta dopo un paio di bicchieri di vino. Chiaro che si tratta di un comportamento riprovevole e incoerente, ergo anti-cristiano.
Di don Sante ce ne sono pochi: è vero. Ma non scordiamoci che i suoi parrocchiani sono stati quelli che l’hanno sostenuto e voluto con loro quando il vescovo lo voleva cacciare.
@ stanzacentouno: per quello che mi riguarda ho fatto una vera e propria scelta, decisa e coraggiosa, che ha avuto le sue pesanti conseguenze. E ora non mi definisco più “cattolico”, bensì “cristiano”, che c’è la sua bella differenza. Con un atteggiamento più da protestante, cerco di rifarmi direttamente a Cristo, scavalcando Santa Romana Chiesa. Ratzinger se ne farà una ragione.
Purtroppo il coraggio manca ad un sacco di gente, questo è abbastanza chiaro. Non è mancato sicuramente a Ruggin, che – nonostante non abbia le mie stesse vedute politiche – ha fatto secondo me una cosa giusta. Conosce i meccanismi della Chiesa e ha chiamato in causa il vescovo, in pratica colui che è responsabile del comportamento dei preti. Bravo! Ora dovrebbe prendere il coraggio a due mani e rinnegare quella Chiesa che non lo vuole.
In una religione se si dentro non è vero che “nessuno impone nulla a nessuno”, come scrivi tu. Se sei fuori il discorso invece vale.
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Vi segnalo che Alberto Ruggin sarà ospite da Ferrara a Otto e Mezzo stasera alle 20:30 su La7. L’argomento sarà proprio: “Essere gay e cattolici”, e ci sarà anche Alessandro Zan di Arcigay. Nonostante la mia avversione per Ferrara è facile prevedere che la trasmissione sarà più interessante di Ciao Darwin.
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Gli sta bene, a sto pirla di un chirichetto..
Ma come si fa, dico, ad essere gay e non solo frequentare la Chiesa, ma far parte addirittura di FI ed essere “fondatori del Circolo delle Libertà”…
Va bè che è veneto e si sa che l’aria della Pianura non è proprio frizzante, ma ci sono cose troppo lampanti per non essere chiare a tutti anche da quelle parti…
Come si è già detto, è come se un nero fosse iscritto al Ku Klux Klan o un immigrato clandestino alla Lega Nord… e poi lamentati che ti bastonano quando ti scoprono!
SVEGLIA!
Ma la cosa su cui vorrei leggere dei commenti, in realtà, non è sul caso del corista scorato (tristo ma banale, da noi…) ma proprio sulla trasmissione, che ho visto stoicamente quasi tutta … ed è stata deprimente per molti motivi…
Primo fra tutti, l’ipocrisia dell’idea di base, sbandierata continuamente da Bonolis, che di un tema così vitale per tante persone e di una situazione così drammatica socialmente si possa parlare, qui e ora, in maniera giocosa e sorridente… come se non ci fossero ragazzi che si suicidano per non sopportare la “vergogna” dell’omosessualità, o gente violentata, emarginata..
Avrebbe potuto allo stesso modo organizzare un bel gioco di società tra Kapò e ex prigionieri di lager… o aguzzini di Pinochet e desaparecidos… sarabbe stato divertente!
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No , scusa Polino io non ho mai detto che se sei fai parte di una comunità religiosa “Nessuno impone nulla a nessuno”, ho detto invece che il fatto di voler appartenere ad una religione non e’ imposto da nessuno (tranne logicamente il pagio a cui si e’ sottoèposti fin da piccoli), non e’ necessariamente una scelta che uno e’ obbligato a fare, ma s la fa dovrebbe accettarne tutte le conseguenze e le regole.
Mi fa piacere che tu sia coerente ed infatti non mi riferivo a te quando parlavo di incoerenza, ma il mio era un discorso piu’ in generale.
Forse mi ero spiegato male.
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Ad Alberto Ruggin fare coming out a una trasmissione Mediaset sarà costato l’accesso al coro parrocchiale, ma in fondo non gli è andata poi tanto male: i gay di destra di Gaylib l’hanno nominato presidente regionale, e anche la Brambilla gli ha espresso solidarietà e appoggio. Alberto è tra i fondatori del gruppo locale dei Circoli della Libertà.
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@ Marco
…mah, sai…cosa vuoi mai pretendere? Che la TV agista in modo coerente? Queklli badano oramai soo all’audience, non siamo mica piu’ negli anni ‘70, quando gli show televisivi erano degni di tale definizione…
Anche sull’Isola, quest’anno ha imperato lo sdoganamento del Gay a tutti i costi, passando da Malgioglio a Cecchi Paone, uno piu’ isterico dell’altro, con sostituto Cattaneo che per fortuna (piu’ che altro per lui e per quelli che seguono il programma)se ne e’ andato prima di subito…
Negli spezzoni dell’Isola che ho visto qui e la mi e’ sembrato che si volesse far passare l’omosessuale secondo il classico stereotipo della checca isterica alla Albuin del Vizietto, personaggio al quale Malgioglio si e’ fermato (come sia possibile che un cervello del genere abbia partorito delle canzoni memorabili ancora e lo devo spiegare).
Il problema non sono le trasmissioni, il probelma e’ che c’e’ gente che si presta a partecipare a certi programmi, perche’ pur di apparire per il famoso quarto d’ora di Warholiana memoria si venderebbero anche la madre con tuitto il resto della famiglia, figuriamoci se li ferma un po’ di sano orgoglio o di autostima.
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IIa parte
c’era Camillo Langone, scrittore di un libro a sua detta ferocemente(?) eterosessuale. Io non cattolico, alla vista di quel viso, mi sono serenamente riconciliato con la morte.
Non dovrebbe mica parlar di sesso essendo
così giudicante, uno che il sesso lo fa morire e lo spegne che sia etero od omo.
La fisiognomica sui banchi di scuola, fin dalla più tenera età! Chè dove,di rado, la natura non denunci protervia, livore, stronzaggine ci pensa l’uomo chirurgo a
rendere ben palese il contenuto.
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IA parte.
Ho spedito chissà dove il primo pezzo del messaggio.
Stavo vaneggiando su Otto e mezzo. Sul fatto che l’ho visto nonostante il conduttore. E parlavo di come è difficile credere a verità ben palesi,proprio perchè troppo palesi.
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Io non dovrei guardarle certe trasmissioni, se ci tengo al mio fegato. Incommentabile Langone e lo spazio che gli è stato concesso (Zan cosa è stato invitato a fare, esattamente?), ma forse è stato anche peggio Ferrara che ha continuato impunemente a parlare di “propaganda” per tutta la trasmissione. E il suo sguardo vitreo fisso sul malcapitato ventunenne mentre gli chiedeva: “Scusi Ruggin, ma lei esercita?” è degno del meglio di Blob.
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Che il coming out non sia stato esattamente quello “regolare”, che il ragazzo sia esibizionista, o quel che vi pare, anche dopo l’intervista da ferrara di stasera… siam sempre di fronte al solito episodio di omofobia a cui una chiesa cattolica sempre più al passo coi tempi medievali, ci ha ormai abituato. Comunque argomento di fuoco pure da noi, che di visite non ne abbiamo troppe di solito
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Scusate,
anch’io ieri sera sono riamsto abbastanza schifato da Otto&Mezzo.
Allora alla fine, se non ho capito male, la Chiesa condannava il peccato di superbia e non della lussuria. Cioè il fatto che il ragazzo avesse ostentato e resa pubblica i modo inconvertebile la sua sessualità.
Ma allora mi chiedo: perchè la stessa cosa non è mai stata sollevata per trasmissioni come uomini e donne della De Filippi. In tale trasmissione gli etero mettono in scena corteggiamenti e desideri (anche sessuali o quanto meno sensuali) nei confronti gli uni degli altri. Credo sia un modo abbastanza chiaro di rendere pubblica e inconvertibile la propria preferenza sessule. O no?
In tale trasmissione, per altro, il candidato “prova” varie ragazze per poter fare la scelta. Insomma non mi pare che sia un esempio di moralità cristiana (per qualnto mi riguarda avrei solo da ridire su certi costumi!:-))
Ma mai una voce si è mai levata contro (santa?) Maria De Filippi. Per me un tronista lo farebbe diventare anche voce solista del coro.
Insomma i soliti due pesi e due misure.
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[...] Top Clicks nytimes.com/packages/html…tv.repubblica.it/home_pag…repubblica.it/2007/11/sez…repubblica.it/2007/11/sez…paroles.net/chansons/1118…tomblog.itcadavrexquis.typepad.com/…tomblog.it/?p=395danielmendelsohn.comtomblog.it/?p=388 « Coming out senza frontiere [...]
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La trasmissione di Ferrara si è distinta
per la presenza di “laici” più religiosi dell’unico religioso presente. Dei finti crociati insomma.
Langone la menava con il vecchio testamento, con il fuoco purificatore di Sodoma. Sottolineava che sì, esiste anche un nuovo testamento meno esplicito, ma citava la frase del salvatore:
“Non sono venuto ad abolire, ma a compiere”.
A dire che l’antico testamento è legge tuttora.
Non ha citato stranamente Giovanni, che nell’Apocalisse scrive:
“Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri…”
Dove i cani saremmo noi.
Bella l’idea della pubblicità!
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C’avrò pure messo anch’io il mio tempo e sarò il solito puntiglioso e vattelapesca con questi peli sull’uovo ma non posso non reagire a queste righe di c_boy:
“Insomma è normale che ci discriminano quando ci mostrano gli etero come modelli seri in giacca e cravatta e noi vestiti di pitone, boa e fantasie fiorite.”
Ecco, no.
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Segnalo un’inchiesta sulla comunità gay nazista:
http://noirpink.blogspot.com/2008/08/tendenze-nazismi-gay-capitolo-3.html