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Fred ed Emile

“Ho passato la mia vita a essere qualcun altro, e ora non posso immaginare come sarebbe se andassi indietro e dovessi nascondermi ancora.”

Essere gay è già abbastanza complicato. Essere vecchi e gay lo è anche di più. Ne parlano un po’ Fred ed Emile in un breve documentario del New York Times che ho visto oggi grazie a Trimanda. Guardiamolo tutti, perché forse un giorno saremo anche noi come loro, facendo i debiti scongiuri.
Almeno c’è da sperarlo, perché personalmente c’è qualcosa che mi fa molta più paura: essere gay, vecchi, e soli.
The New York Times via VecchiFroci

6 commenti a “Fred ed Emile”

  1. non ho mica capito il “forse” paolo
    saremo sicuramente vecchi, caro e c’è un solo modo per evitarlo, se poi alludi al fatto di finire in una nursin home (casa protetta in italia) le probabilità che ciò accada sono legate a fattori socio assistenziali che, per naturale ordine di cose, sono molto più probabile per un gay che per una persona con un enturage familiare (coniugi, figli) tipico più di un etero
    meditate, gente, meditate…..

    tato | 18 novembre 2007 | 14:40

  2. Il forse era legato agli scongiuri, Tato. Certo si vive in media molto più a lungo di un tempo, ma a qualcuno capita ancora di non fare nemmeno in tempo a diventare vecchio perché schiatta prima, purtroppo (mi sto ovviamente toccando).

    Paolo Colonna | 18 novembre 2007 | 15:13

  3. Non è forse un po’ troppo cupo questo pensare alla vecchiaia solo in termini di solitudine? Darsi e dare qualche possibilità in più per costruire bei rapporti di amicizia -e oltre- potrebbe aiutare ad affrontare meglio questa fase della vita.

    sacherfire | 18 novembre 2007 | 19:19

  4. D’accordissimo, Sacher. La mia era la riflessione personale di uno che ha passato i quaranta, che non ha un compagno, e che – mettiamola così – forse ha qualche difficoltà di socializzazione. Problemi miei. Ovviamente non è così per tutti, ci mancherebbe, ma forse la prospettiva di una vecchiaia in solitudine non spaventa soltanto me: capita anche a chi è in coppia da una vita di restare soli in tarda età, purtroppo. Infatti lo dice proprio uno dei due gay anziani nel documentario: lo spaventa molto l’idea che il suo compagno un giorno potrebbe non essergli più accanto.

    Paolo Colonna | 18 novembre 2007 | 21:15

  5. Il dramma in Italia è che non esistono strutture assistenziali per i gay. Provate ad immaginarvi vecchi in un ospizio che generalemnte è tenuto da qualche ordine religioso. Appena vi metterete a parlare di cazzi e culi vi danno un bel sonnifero e vi fanno dormire fino a quando crepate.
    Le nostre associazioni purtroppo pensano troppo alla politica e poco alla società, non si sta costruendo niente, si chiede uno straccio di legge ma non si agisce concretamente nella realtà quotidiana per facilitare la vita degli omosessuali.

    ulisse62 | 18 novembre 2007 | 22:21

  6. In effetti questo argomento per noi che abbiamo superato la quarantine sta diventando abbastanza frequente anche durante le cene che ogni tanto si tengono.
    La soluzione piu’ accreditata rimane sempre quella di vendere tutto e ritirarsi tutti insieme in una tenuta, opportunamente ristrutturata, in Toscana, dove poterci fare compagnia ed all’occorrenza essere assistitti da personale qualificato.
    Non sto scherzando…ci staimo lavorando seriamente con un amico che ha sempre lavorato nell’ambito delle coperative asistenziali per anziani….vuoi vedere che almeno per la vecchiaia riusciamo a mettere insioeme qualcosa di utile e costruttivo?

    stanzacentouno | 19 novembre 2007 | 16:26

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