9 novembre 2007 |
Politica
Ivan Scalfarotto qualche mese fa scriveva del “paradosso Binetti“, ma vogliamo discutere un po’ anche del “paradosso Luxuria”?
Tanta indignazione in questi giorni, su parecchi blog gay, per il caso del deputato transgender PRC a cui il vescovo di Foggia non aveva permesso di fare da testimone alle nozze di una parente (poi è tornato sui suoi passi). Ennesimo esempio di fobia della Chiesa cattolica nei confronti di chi è sessualmente diverso, certo. E di discriminazione, sì. Indignazione comprensibile e condivisibile, quindi?
Leggendo che proprio Luxuria, con il suo gruppo parlamentare, ha votato a favore del mantenimento dell’esenzione dell’ICI sugli immobili della Chiesa cattolica, qui a Tom ci domandiamo perplessi se il modo migliore per protestare contro chi ci è apertamente ostile sia quello di far loro dei grossi favori. Come la grande maggioranza dei senatori qualche giorno fa (con il voto contrario all’emendamento laico e con l’astensione), già in passato non solo Vladimir ma tutta la cosiddetta sinistra “radicale” aveva contribuito a mantenere lo status quo dell’esenzione.
Luxuria ci è simpatica, ma in questo caso non simpatizziamo con lei. E se spesso da queste parti ci chiediamo come si possa essere gay e di destra (dormendo sonni tranquilli), ma anche cattolici e di sinistra, il doppio paradosso del frocio catto-comunista ci fa grattare il testone ancora di più.
Corriere.it, Cadavrexquis, Ivan Scalfarotto, RadioRadicale.it
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Sul paradosso gay-destra non spenderei molte parole, anzi, nessuna. e non lo definirei manco un paradosso, piuttosto un ossimoro.
Quanto invece all’essere cattolici-comunisti (mai stato, appena avuta un po’ di ragione cattolico e avendo bazzicato il comunismo) direi che in qualche modo si potrebbe riuscire. intanto perché essere comunisti è diverso che dall’essere marxisti. poi perché col tempo la dottrina comunista ha preso una piega sempre più politico \ economica che teoretico \ morale, ed infine perché non parliamo proprio di opposti. Gesù Cristo (se è esistito) non mi pareva un liberista, per quel po’ di economia che ha fatto.
Ma il punto è un altro: si gioca a fare “quelli di sinistra”. ma quando c’è da fare “qualcosa di sinistra”, ci asteniamo sistematicamente. Per cui alla fine fa notizia il voto contrario di Turigliatto (qualcosa di concreto, tardivo, ma concreto) mentre passa sotto silenzio questo voto, scandaloso.
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Ma Vladimir Luxuria io ero convinto non fosse cattolica. Non era laica? atea? bhò… forse mi sbaglio.
Ad ogni moldo, al di la della censura e del divieto ovviamente sbagliato, io non ce la vedo a benedire in Chiesa le nozze della parente. Tanto meno se effettivamente lei fosse(come ancora mi pare)non-cattolica.
Insomma è come se Ruini facesse la madrina del prossimo gay Pride. Guai a vietarlo ( e ci mancherebbe altro…) ma non lo vedrei così appropriato.
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Innanzitutto mi congratulo per il restyling.
Avevo oramai abbandonato la lettura del blog, specialmente a causa del fatto che non si riusciva piu’ a lasciare un commento nemmeno prostituendosi…-)
Luxuria (che poi non capisco perche’ la si debba chaiamre col nome “d’arte” anche in Parlamento) ha lasciato molto perplesso anche me. Innanzitutto a prescindere dal fatto che uno pou’ credere a cio’ che piu’ gli fa comodo, mi sembra abbastanza iposcrita l’insistenza con la quale ha voluto essere testimone di nozze dell’amica/parente che sia. E’ chiaramente scandaloso il rifiuto iniziale della Chiesa, tanto quanto la immediata retromarcia nel momento in cui si sono resi conto dell’impatto mediatico del gesto.
Ma i gay cattolici io proprio non li capisco.
Personalmente mi sembra di vedere un ebreo che dice di essere nazista.
Uno puo’ creder, per carità, ma abbassarsi a dover rispettare i dogmi (umani) imposti dalle gerarchie ecclesiastiche e’ un’altra cosa, non e’ religiosità, non e’ spiritualità (cosa che posso capire), ma mi sembra piu’ voglia di appartenenza ad un “clan”.
Se invece il gesto e l’insistenza di Luxuria sono state appositamente studiati per attirare l’attenzione su un crto tipo di attegiiamento sbagliato da parte del Vaticano nei confronti delle minoranze potrei anche essere parzialmente d’accordo.
Ma la mia personale battaglia contro chi mi discrimina la sto compiendo abbandonando, anche formalmente mediante un bello “sbattezzo” la combriccola del Pastore Tedesco e non cercando di farmi acogliere a tutti i costi.
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Dal momento che il matrimonio non è soltanto un rito religioso ma è valido per lo Stato italiano – come giustamente scrive Cadavrexquis – il vescovo non ha il diritto di escludere nessun cittadino. In questo senso la protesta di Luxuria è fondata.
Però continuo a non capire il perché del voto a favore del mantenimento dell’esenzione ICI, non riesco a trovare giustificazioni valide. Già faccio molta fatica a comprendere come chiunque – gay o etero che sia – possa dichiararsi di sinistra (“radicale”, per giunta) e contribuire al mantenimento di un privilegio immotivato e “feudale”, se poi si tratta di un esponente LGBT nemmeno cattolico è ancora più inspiegabile.
Speriamo che la UE insista nel chiedere spiegazioni agli italiani su questo, perché pensare alla Binetti che si congratula personalmente con tutti i senatori che hanno votato contro l’emendamento laico non fa bene al mio fegato.
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[...] 10 Novembre 2007 Paolo Colonna se la prende col paradosso per cui l’onorevole Luxuria compie azioni “radicali” (in senso [...]
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non mi scandalizzano i paradossi (od ossimori come dir si voglia), mi scandalizza invece qualcuno che insiste tanto per un riconoscimento solo per montare una polemica che sa di anticlericalismo becero.
In questa faccenda bisogna sottolineare però alcune cose: il testimone di nozze ha valore puramente “civile” (non come nel battesimo), poi vorrei chiedere a don francesco perchè da per scontato che una persona in quanto transgender sia per forza di cose contro la famiglia…
la chiesa ha le sue regole e nessuno vuole (e deve) imporre cambiamenti, ma mi preoccupo sempre l’effetto che nella società fanno certe posizioni…
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Una precisazione: nel pacchetto relativo al mantenimento dell’esenzione dell’ICI per immobili della chiesa erano compresi, in altri comma, anche esenzioni per associazioni varie (non sono in grado di addentrarmi con più precisione), formule associative cioè spesso usate anche per circoli gestiti dalla comunità GLBT. Dunque bocciare quell’emendamento (che comprendeva gli immobili ecclesiastici ma non solamente) significava ledere anche altri tipi di organismi che nulla c’entrano con la chiesa. Da qui la scelta di votare a favore: ovviamente la pessima capacità comunicativa della nostra sinistra e la malafede di alcuni han creato questa “leggenda metropolitana” per cui Luxuria &Co hanno aiutato la chiesa. Non è esattamente così…
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Michele, l’obiettivo principale dell’emendamento era eliminare un privilegio assolutamente immotivato della Chiesa cattolica. Privilegio che la stessa UE ha contestato, e sul quale ha continuato a chiedere spiegazioni. Chiunque abbia votato per mantenere quell’esenzione ha fatto soprattutto un grande favore alle gerarchie ecclesiatiche. Questa non è malafede, e non è una leggenda metropolitana.
Se poi fosse vero quello che sostieni – ovvero che nel pacchetto delle esenzioni ce n’erano anche alcune per i circoli legati al circuito UNO – ancora mi domando se il gioco valesse la candela, scusami.
A questo punto però occorono maggiori informazioni, è tutto troppo fumoso. Chi come Luxuria ha votato a favore del mantenimento delle esenzioni, se davvero l’ha fatto per i motivi che tu adduci, dovrebbe chiarire e spiegare quali sono state le ragioni che l’hanno mosso a farlo: l’ha fatto per il bene della comunità LGBT? Benissimo, allora lo dica chiaramente. Finché non lo fa, penso che questa scelta continuerà a sembrare alquanto contradditoria.
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Concordo, la stessa spiegazione datami da un portaborse radicale era sfuggente, e alla mia richiesta di perchè non chiarissero le motivazioni del voto è stato elusivo (PS. Ovviamente il deputato radicale aveva votato contro).
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Se anche l’emendamento avesse abolito le agevolazioni fiscali per “associazioni legate al circuito GLBT” – come, per esempio, quelle di ArciGay-Uno – sarebbe stato sacrosanto. Perché comunque questi “circoli” godono di facilitazioni fiscali in quanto “culturali”, mentre in realtà sono semplicemente locali che funzionano da bar o discoteche. E’ quindi giusto che paghino le tasse come tutti i locali, tutti i bar, tutte le discoteche che non fanno parte di “circuiti” finto-culturali. Questo per dire che, in ogni caso, l’emendamento sarebbe dovuto passare.
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Ahem, c’è una piccola incongruenza nel nostro discorso, temo.
L’emendamento è stato discusso e votato AL SENATO.
Vladimir è deputato, cioè siede alla camera dei deputati.
Il che nulla toglie alla gravità del voto di rifondazione.
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Vero, Trimanda, l’emendamento è stato discusso qualche giorno fa al Senato e bocciato anche dai senatori di PRC. Però nel quarto link del mio post (al sito di Radio Radicale) si parla di un emendamento analogo del 2006 presentato da Maurizio Turco deputato della Rosa nel Pugno e votato alla Camera. Sul sito di RR è chiaramente specificato che Vladimir Luxuria aveva votato contro la proposta di Turco.
Credo che Stefano di Cadavrexquis, nel suo post su Luxuria (terzo link del mio) facesse riferimento a quell’emendamento per Vladimir, e a quello discusso in Senato pochi giorni fa per il suo gruppo parlamentare. O sbaglio?
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Quando ho scritto il post su Luxuria non sapevo ancora del voto in Senato, ma ricordavo semplicemente quando poco tempo fa Luxuria aveva dichiarato, per Rc, di non votare a favore dell’abolizione dell’esenzione dell’Ici per gli immobili della chiesa cattolica alla Camera. Poi hanno votato anche al Senato – ma i due post sono disgiunti, per così dire. Parlando di Luxuria, rammentavo semplicemente una sua posizione passata, incongruente con il suo atteggiamento di ora.
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Comunque ribadisco: sul sito di Radio Radicale è scritto chiaramente che alla Camera l’anno scorso Luxuria aveva votato contro l’emendamento di Turco per l’abolizione dell’esenzione. E credo che Vladimir dovrebbe chiarire perché.
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Sì, è esatto. In sostanza, quello che è avvenuto al Senato è l’esatta replica di ciò che è avvenuto alla Camera nel novembre 2006, dove – appunto – ancora una volta Rifondazione votò per il mantenimento dell’esenzione Ici. E allora Luxuria votò con Rifondazione. Quest’anno è toccato ai senatori di Rifondazione e dell’ultrasinistra dare man forte alla Chiesa Cattolica (se non è Luxuria, quest’anno, sono però Menapace e Gagliardi, tanto per fare due nomi noti, sono Pecoraro Scanio, Cossutta e così via)
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Stasera sono andato ad una manifestazione GLBT (Super Queerk) all’Auditorium Santa Margherita, a Venezia, organizzato da cinque ragazzi in gambissima. Era presente anche Luxuria e alla mia domanda di spiegazioni riguardo al fattaccio del 2006 la Onorevole mi ha risposto che l’esenzione difesa alla Camera da RC riguardava anche luoghi di associazione culturale, e anche politica aggiungo io… Insomma mi ha chiarito perchè lo ha fatto ma in realtà non sono convintissimo.
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Io credo e ne sono convinta che ognuno di noi è diverso dall’altro.Chi ha paura dell’altro,perchè è diverso da me,vive nell’ ignoranza e pregiudizio.La chiesa,ha ed ha avuto sacerdoti che vivevono questo problema,mi dispiace per loro,perchè non si sono battuti per la propria felicità e coerenza,ma sono rimasti vittima di un sistema vizioso ed oscuro.Cristo,non permetterebbe ciò.Ho incontrato Luxuria,l’ho trovata simpatica e convincente.Spero che in futuro ognuno possa vivere la propria individualità come meglio creda importante, che per farlo non debba distruggere l’altro.