13 aprile 2010 |
Attualita
Sì, certo, e come la mettiamo con tutte le bambine toccate – o peggio – dagli ecclesiastici che anche tu ti sei guardato bene dal denunciare, eh? Sono froci pure quelli? Taci, che è meglio.
Repubblica.it
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Premesso che di pedofilia non so molto, ma da quello che ho letto e sentito dire da psicologi, direi che il pedofilo ha in generale poco a che vedere sia con l’eterosessualità che con l’omosessualità come vengono intese di solito.
Una persona etero o omosessuale è attratta da individui adulti, dove non solo le caratteristiche primarie della sessualità sono evidenti (organi genitali) ma anche quelle secondarie (nelle donne bacino piú largo, seni grandi, negli uomini pelo, pettorali più sviluppati, voce più roca).
Nei bambini le caratteristiche secondarie ancora non sono presenti, c’è quasi una sorta di androginia, di confine sfumato tra bambini e bambine.
E la perversione del pedofilo mi sembra consista proprio nell’essere attratto da ciò che un sesso definito e chiaro ancora non lo ha.
Poi il fatto che i preti pedofili cattolici abbiano rivolto le loro attenzioni sessuali per la maggior parte ai ragazzini (ammesso che sia vero), credo sia anche dovuto al fatto che un prete maschio ha accesso molto più facile alla fiducia di un ragazzino.
Un prete che cominci a dare troppe attenzioni ad una bambina comunque induce sospetto, mentre se le attenzioni sono ad un ragazzino puó passare quasi inosservato.
E secondo me non si dovrebbe neanche trascurare la situazione da “sessualità coatta” in cui queste persone finiscono inevitabilmente per trovarsi, in quanto costrette all’astinenza sessuale (leggi celibato).
Eccezion fatta per quelli veramente “ascetici”, ma mi chiedo, quanti saranno in percentuale?
Come nelle galere, o negli equipaggi delle navi, o nelle società musulmane più osservanti, dove maschi normalmente eterosessuali finiscono per avere rapporti omo semplicemente per bisogno fisiologico in un ambiente (forzato) di soli uomini.
E a questo aggiungerei come sessualità coatta anche quella dell’omosessuale caratterialmente debole che finisce a letto con donne occasionalmente (o le sposa anche) a causa della pressione sociale.
In tutti questi casi i rapporti sessuali sono costretti e vissuti senza piacere.
Ed in tutti questi casi, appena si ristabiliscono le giuste condizioni ambientali, ognuno si torna alla sua sessualità naturale.
Insomma credo che Bertone di cazzate ne ha sparate, e non di poco conto…
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Ops… mi sono reso conto di non essere stato chiaro quando parlavo di sessualità coatta.
Non volevo dire che il prete in quanto costretto a stare sempre in mezzo a uomini finisce per avere rapporti omosessuali.
Volevo dire che, essendo costretto alla castità, e non potendo sfogare i propri istinti sessuali con persone adulte, potrebbe pensare di approfittare dei bambini, in quanto più facilmente plagiabili…
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Secondo padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: “Bertone si riferiva alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale”.
A giudicare dalle parole di Bertone pubblicate ieri da Repubblica a me non sembra proprio: “Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia – ha dichiarato il segretario di Stato – e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali”
In realtà Bertone sostiene adirittura che la “patologia” sarebbe più proninciata nel mondo laico.
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Ora stanno cercando di metterci una toppa, avendo capito che il vecchio trombone l’ha sparata grossa. Intanto il governo francese non gliele manda a dire (al nostro non potrebbe fregarne di meno).
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E questi manifesti di Forza Nuova li avete visti?
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Li ho visti per la prima volta ai primi Pride che ho visto a Roma (anni 90).
Mi ricordo ancora la mia reazione scandalizzata e il tentativo di strapparne uno davanti ad una signora che mi fissava incredula!
Se da allora vengono ancora affissi, mi viene da dire che questi neanche rinnovano i loro slogan, o forse ne avevano stampati troppi e quindi ad ogni Pride ne affiggono un po’… finchè non finiscono.
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Coraggio, poteva andare peggio: che sarebbe successo se qualcuno, di là o di qua del Tevere, si fosse ricordato che una delle maggiori associazioni gay italiane è dedicata a un teorico della pedofilia come liberazione?
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Comunque nell’elenco delle perversioni che lui teorizzava come liberatorie ce n’era per tutti i gusti.
Lui invitava a fare sesso con cadaveri, bambini, animali, piante, cose (sembra che fosse anche coprofago…).
Insomma, tutto tranne che il sesso eterosessuale.
In effetti pensando a lui mi viene in mente quella battuta tipica dei fascistoidi: “Ma te lo immagini uno che è omosessuale, comunista ed ebreo allo stesso tempo?”
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beh, mario mieli (se non ricordo male) parlava di sessualità infantile (altro tema tabù) come esempio di liberazione
ovvero pedofilia nell’accezione letterale del termine: sesso tra adulto e bambino consenzienti e coscienti…