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23 marzo 2010

La Corte Costituzionale italiana si pronuncerà sull’incostituzionalità del divieto di matrimonio gay il 23 Marzo 2010.
La notizia è stata data durante il congresso dell’Associazione Certi Diritti.

A prescindere dal risultato io penso che sia una cosa fantastica.
Se volete farvi un po’ di cultura su come ci si è arrivati, qui un bellissimo resoconto fatto da un sito -non gay- per i diritti del cittadino.

Tenede le dita incrociate, grazie.

14 commenti a “23 marzo 2010”

  1. Misto, incrocio tutto, mi faccio anche un nodo al pene se serve (solo se serve eh…), ma temo che l’Italia – purtroppo – non sia ancora pronta per un cambiamento così rivoluzionario.
    Comunque speriamo, speriamo davvero, con ogni fibra del nostro cuore.

    Barone | 3 febbraio 2010 | 14:24

  2. l’Italia sicuramente no, i costituzionalisti invece spero di sì :D e, comunque, essere arrivati di fronte alla corte costituzionale è un gran risultato! (snodatelo Barnone che sennò ti cade!)

    misto | 3 febbraio 2010 | 14:39

  3. Vado a fare il bonifico per associarmi a “Certi Diritti”.

    Principino | 3 febbraio 2010 | 14:41

  4. se c’è una speranza, allo stato attuale, sta nella Corte… magari si apre una finestra, poi faranno una legge d’urgenza ma intanto…

    suibhne | 3 febbraio 2010 | 19:21

  5. Beh, non sono a favore del matrimonio, ma solo perchè sono single e cornuto dopo 9 anni e mezzo, però…chi si ama si sposi!!!!!I costituzionalisti hanno fatto scelte giuste. Speriam bene anche x questa volta

    Luigi | 3 febbraio 2010 | 19:55

  6. e se dicono che il divieto è costituzionale?

    uiallalla | 7 febbraio 2010 | 22:15

  7. Grazie della segnalazione, mi segno subito la data sul calendario! ;)

    Frank Eftapelagos | 8 febbraio 2010 | 12:18

  8. Uiallalla, la cosa divertente è che per farlo bisognerebbe cambiare la costituzione…

    misto | 8 febbraio 2010 | 12:57

  9. [...] Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sull’incostituzionalità del divieto di matrimonio gay. In seguito, la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi anche [...]

    Teocrazia in pericolo - Macchianera | 9 febbraio 2010 | 09:16

  10. Tecnicamente credo che non siano chiamati a pronunciarsi sul divieto, perché tecnicamente non credo che sia vietato, semplicemente non è previsto. Se non ricordo male sono chiamati a pronunciarsi su un ricorso presentato da una coppia gay che si è vista rifiutare la richiesta di matrimonio da un comune. Ma qui ci vorrebbe qualcuno un po’ più esperto di diritto per spiegare i vari tecnicismi.

    david | 9 febbraio 2010 | 12:53

  11. ciao!
    io faccio parte di una delle coppie che sarà davanti alla corte vedremo! comunque andrà abbiamo già fatto molto!!!

    lorenzo | 10 marzo 2010 | 21:37

  12. pure io daccio parte di una delle coppie :D

    Misto | 11 marzo 2010 | 10:58

  13. david, il matrimonio è previsto come istituto, sono chiamati a pronunciarsi sul fatto che sia conforme o meno alla costituzione il fatto che la legge lo limiti alle coppie eterosessuali. Il procedimento è stato scatenato appunto da tante coppie che sono andate in municipio a chiedere le pubblicazioni e poi hanno fatto ricorso avverso al rifiuto dei comuni di procedere.

    Andrea | 11 marzo 2010 | 15:10

  14. sembra proprio di si..che i tempi cambiano anche in italia l’ultima ruoto dela carro! comunque, prima o poi anche se nn fosse il 23 marzo, un tema così attuale e così urgente e europeo non può che ritornare a boomerang e noi siamo tutti lì pronti!

    fra** | 20 marzo 2010 | 20:33

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