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Fiele

Oggi ero qui, e lei (non virgoletto, perchè vado a memoria) dice: figli di genitori gay meglio dei figli di una violenza? Non so, non lo so se è meglio. Sto ancora male fisicamente, se ci ripenso. E mi domando fino a quando. Fino a quando questa gente si sentirà libera di potermi insultare liberamente, con la leggerezza derivante della totale impunità, e con quella limpida ferocia che non smette di lasciarmi ogni volta senza fiato. Fino a quando si sentiranno investiti del sacro dovere di umiliarmi, di rificcare me, la mia vita, le mie aspirazioni, i miei figli nell’irrilevanza. Io, seduto tra il pubblico, senza microfono e senza voce.

Un giorno dovrete pagare pegno per l’emarginazione senza scampo alla quale ci condannate: e sarà sempre troppo poco, troppo poco per il male che ci avete fatto, per lo scandalo di una discriminazione irresponsabile, insensata, disumana e profondamente, ideologicamente, irrimediabilmente stupida.

Io non credo all’inferno. Ma visto che lei ci crede, Scaraffia, spero davvero che l’inferno ci sia, dopo la violenza che mi ha fatto stasera in quella sala conferenze.

24 commenti a “Fiele”

  1. “Egli è lo specchio di un’epoca di transizione, grigia, in cui gli animi con elevate esigenze non sanno riconoscersi, e si perdono in un disperato compiacimento del male”.

    Principino | 3 febbraio 2010 | 00:23

  2. Io credo che l’inferno sia il rendersi conto del male che si è fatto agli altri. Perché non riesco a concepire che qualcuno possa fare certe cose, dire certe frasi, essendo conscio appieno del dolore che causano.

    (Un abbraccio, per quel che può valere, per cercare di controbilanciare.)

    restodelmondo | 3 febbraio 2010 | 01:08

  3. L’aspetto curioso di tutti questi crociati della vita è che non hanno figli.

    zetavu | 3 febbraio 2010 | 07:50

  4. Non so perché ma ormai tutte queste persone mi sono indifferenti. Non mi interessa niente che la gente non condivida ciò che io ritengo vero e innocuo, non mi interessa se gli altri hanno una reale paura della mia normalissima vita, e nemmeno se cercano di abusare della mia debolezza sociale, se strumntalizzano le paure degli altri…

    Non mi interessa perché se loro possono salire su un pulpito e dire quelle cose, allora posso farlo anche io! E invece di incazzarmi, cerco di capire come si fa, come posso fare per costituire un centro di attenzione sano, onesto, corretto… e regalare alla gente la possibilità di non avere paura, di riconoscere l’innocenza e la bellezza della mia vita.

    Mah, forse ho scritto un po’ di cazzate, di fretta. Spero che il senso si capisca!

    Gian Mario | 3 febbraio 2010 | 09:37

  5. Come te ho due gemelli… Felici!

    olminide | 3 febbraio 2010 | 10:12

  6. La crociata in questione ne ha, ahimè.
    Spiace che questi attacchi virulenti e dolorosi vengano da gente di cultura, abituata avedere tutte le sfaccettature, ad analizzarle,a vederle nel tempo e nello spazio.
    Oltre ovviamente a condannare affermazioni del genere (ma che dice? cosa c’entra? ma quando parla pensa alle persone, non ai concetti?) mi chiedo ma chi era lì con lei, penso a Grillini o alla Cantarella, lei stuodiosa e lui militante, cosa le hanno detto? E la Rodotà?
    Pur immaginando il dolore cito Dante.” Non ti curar di loro,m ma guarda e passa” perchè da credente non cattolica, immagino un dio buono e giusto che legge nel nostro cuore e non punti un dito.

    monica ranieri | 3 febbraio 2010 | 10:17

  7. Purtroppo ho saputo solo ora, dal tuo articolo, della conferenza. Nessuna reazione in sala?

    stefano | 3 febbraio 2010 | 11:06

  8. @ zetavu: Per fortuna nostra e -soprattutto- dei figli mancati.

    Stoney | 3 febbraio 2010 | 11:54

  9. [...] scaraffa, Stacey Chiara Lalli segnala un’affermazione di Lucetta Scaraffia, riportate su Tom, che a quanto pare suona: figli di genitori gay meglio dei figli di una violenza? Non so, non lo so [...]

    Quanto conta il sesso dei genitori? « Sci-Psy | 3 febbraio 2010 | 12:13

  10. esiste il reato di diffamazione.

    non scordarlo Mark, come diceva Ivana “non prendertela, prenditi tutto”

    Misto | 3 febbraio 2010 | 12:13

  11. Mi piacerebbe che la medesima domanda venisse rivolta a delle troppe donne rimaste incinta a seguito di una violenza, e mi piacerebbe ancora di più che tali donne fosero messe a confronto diretto con la signora in questione: un confronto al quale assisterei con molto piacere.
    Un caldo e lungo abbraccio.

    Barone | 3 febbraio 2010 | 14:20

  12. Per zetavu
    In realtà la professoressa Scaraffia ha una figlia, ma concepita e partorita fuori dal matrimonio. Inoltre convive con il suo attuale compagno, anche se ha dichiarato pubblicamente che vorrebbe sposarsi in chiesa. Questi simpatici bigotti hanno la caratteristica di non aver mai praticato quello che predicano. Come Giuliano Ferrara, ex spia a pagamento dei servizi segreti americani, che oggi fa il crociato antiaborto, ma da giovane ha aiutato a interrompere la gestazione tre ragazze che aveva ingravidato.
    Quant’è bello fare gli zelanti (e godersi onori e prebende del Vaticano) sulla pelle degli altri!

    Epicuro | 3 febbraio 2010 | 15:19

  13. Svaniti gli intellettuali dall’orizzonte, affermatasi la destra, cos’altro vuoi aspettarti da questa classe che detiene il potere?! Non fa impressione quello che sostiene questa visionaria, ma il fatto che la si inviti come luminare ad un dibattito pubblico. La responsabilità è di chi, volendo costruire un percorso, una crescita, un progresso, lo fa attraverso il confronto con una parte destruens. Così il risultato sarà sempre l’annichilimento.
    Il famoso aggettivo sensibile posto accanto alla dicitura “eticamente” sta a significare che il terreno di confronto necessita di rispetto reciproco per essere affrontato. Trattarlo come un qualsiasi momento dialettico della politica della par condicio lo riduce a una semplice e pruriginosa messa in scena, per cui siamo tutti abbondantemente nauseati.

    Bruno | 3 febbraio 2010 | 16:06

  14. Sono sempre stato uno che si e’ nascosto e che ha fatto di tutto per non essere identificato come gay . Ho sempre pensato che fosse qualcosa che riguardava solo me stesso . SBAGLIAVO ! A convincermi sono state proprio queste persone , con le loro convinzioni urlate e violente . Forse non lo sanno neppure , ma stanno ottenendo l’effetto esattamente opposto . Fateli continuare , sono sempre di meno e isolati , e’ questo che li fa’ diventare cosi’ cattivi .

    PAOLO | 3 febbraio 2010 | 18:59

  15. Stefano,
    non ti so dire. Sono arrivato con 5 minuti di ritardo, la sala era stracolma e mi sono dovuto ascoltare il tutto da una sala attigua, collegata in videoconferenza. Dov’ero io c’è stata qualche reazione, ma non più di tanto. Moltissimi sono rimasti di sale, ghiacciati. Come me, del resto.

    Mark | 3 febbraio 2010 | 22:11

  16. Nota a margine. Nel secondo link, quello dell’intervista a tale Scaraffia (sito blog.panorama.it) è riportato un link ad un sedicente GayItalia Blog Porno Gay Italiano che posta l’articolo originale di Mark (tra l’altro senza citazione della fonte)…c’è un modo per segnalare che si tratta di un abuso? Trovo fastidioso che in quel contesto la parola gay sia associata al porno.

    Michele.77 | 4 febbraio 2010 | 00:06

  17. carissimo, a parte il comprensibile sconforto che hai provato (e la rabbia e il dolore per vedere svilito a quel punto l’amore che porti alle tue figlie) e a parte la considerazione, ovvia ma da ribadire, che la signora in questione da buoni consigli dopo non avere dato peraltro a suo tempo (a ormoni funzionanti, per intenderci) gran buon esempio, la cosa divertente è che sul sito di panorama che riporta le sue farneticazioni tale edificante testo è affiancato da foto di stragnocche a tette al vento e anche da qualche stragnocco.
    Lo trovo un simpatico contrappasso

    pio | 4 febbraio 2010 | 20:32

  18. [...] abbiamo figli? Ecco, visto, non è una famiglia. Abbiamo figli? Beh, ci sono anche figli di stupri. Non vuol dir [...]

    resto del mondo » Il diritto di esistere. | 5 febbraio 2010 | 10:10

  19. When I am king, you will be first against the wall.

    ssynth | 5 febbraio 2010 | 10:20

  20. Ohi Mark, ma tu non ti devi sentire ferito. Quando vedi o senti certe cose, cerca di osservare la persona che ha parlato come osserveresti un nuovo tipo di insetto dentro una gabbietta di uno zoo. Se non ti viene di parlare, valle vicino, guardala da vicino negli occhi e poi ridi.

    Anellidifum0 | 7 febbraio 2010 | 08:28

  21. Al posto tuo mi sarei alzato in piedi e le avrei replicato…
    “Fa tanto la cattolica e poi c’ha una figlia concepita fuori dal matrimonio, e con quale immacolata faccia di tolla viene a portarmi queste sue diffamanti ed insensate parole come fossero l’assoluta verità?
    Vada… il primo cittadino è amico mio… dije ce te c’ho mannato io…… a quer paese!”
    Sarà una risposta stupida, certamente impulsiva, ma sempre meglio che starsene zitti e lasciando che ci feriscano…
    Si, t’hanno ricordato le parole di Ivana… ma io invece ti dico… LA MIGLIOR DIFESA, E’ L’ATTACCO! ;)

    Frank Eftapelagos | 8 febbraio 2010 | 12:23

  22. leggo solo ora… e resto di sale anch’io.

    Non che la professoressa Scaraffìa non ci allieti puntualmente con le sue opinioni su gay, famiglie omogenitoriali, matrimoni dello stesso sesso, testamento biologico. Però la violenza di quelle parole la (s)qualifica senza appello.

    Provo a rilanciare la cosa, se non altro perché non passi davvero sotto silenzio. Forse dovremmo scrivere al Corriere

    aelred | 9 febbraio 2010 | 17:48

  23. [...] belle donne perdo il filo. Preferite così o quegli altri? Marrazzo per esempio?»), e poi legge questo: «Figli di genitori gay meglio dei figli di una violenza? Non so, non lo so se è meglio.» Una [...]

    Guia Soncini » Archivio del blog » Il paese normale, mettersi d’accordo sulla definizione di | 11 febbraio 2010 | 03:10

  24. Amen.

    G | 11 febbraio 2010 | 11:06

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