22 gennaio 2010 |
Cultura

File inviati alla fotolito. Cianografiche vistate. Pride n. 128 fra pochi giorni nei pricipali locali, librerie e ritrovi GLBT della penisola, con una veste grafica completamente rinnovata. Poi fatemi sapere se vi piace oppure no.
In questo numero si parla di: omofobia in Africa, Glee, Giusy Ferreri, Bruxelles, Natalia Aspesi.
A breve: anche il sito di Pride.
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bravissimo Paolo. mi interessano omofobia in africa e aspesi (con più preoccupazione per la seconda).
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(Ti giro i PDF più tardi, in privato.) Quella alla Aspesi è un’intervista di Gianni Rossi Barilli, attuale direttore di Pride.
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love you so.
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anche a me! anche a me!
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Quando poi voleste decidervi a scrivere anche qualcosa per ’sto cazzo di blog, voi due fagnani che non siete altro (faccine).
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fagnano viene da “fainéant”? (facciuzzettine)
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Sì, in piemontese (credo).
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ci hai appena outati su tom, tra l’altro. ta-dah.
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Apposta. Che si sappia. Io l’account su Tom ve l’ho aperto. È che siamo un branco di fancazzisti, qui. (L’altro giorno uno in chat mi fa: “Piantala di cercare di trombare e fila ad aggiornare il blog, su”.
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Bravo Paolo!!! Sono contento che finalmente il progetto abbia visto la luce. Sono davvero curioso del risultato, ma certo che sia un lavoro fatto bene.
In bocca al lupo.
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anche a me il pdf!!..
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Molto curioso, magari avremo finalmente anche noi un gay magazine che non sembri una fanzine da liceo.
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Non aspettatevi Uomo Vogue o Fantastic Man però. Ho fatto quello che ho potuto, senza modificare il formato, gli spazi pubblicitari e la carta (a cambiarci quest’ultima all’improvviso ci pensa il nostro stampatore, come ha fatto per l’ultimo numero senza neppure avvertirci).
Pride resta una rivista gratuita che sopravvive grazie alle pubblicità dei locali, con un budget miserrimo, un team di lavoro ridotto al minimo indispensabile e dei tempi di produzione strettissimi. Noi ce la mettiamo tutta, ma non è facile lavorare in queste condizioni, ve l’assicuro.
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Sono curioso di vedere le novità, allora. Ah, e ottima la cosa del sito in arrivo (sito di cui in effetti si sente la mancanza, specie se non si hanno molte occasioni di frequentare i luoghi in cui è distribuito; un tempo i soli articoli si potevano leggere sul sito del Classic, ma da anni non più, mi pare)
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Pride è la mia seconda rivista gay preferita in italiano
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No ma mo mi dici come hai fatto ad inserire i commenti di AmicoFeed qui!
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Con un apposito plugin, Andrew.