RSS | Atom

I peggiori nemici di noi stessi

La bella lettera di Paolo a Severgnini – in cui non le manda a dire ad Alessio De Giorgi per aver dichiarato che Maicol del Grande Fratello non rappresenterebbe i gay – mi ha fatto pensare ancora una volta a quanto spesso proprio noi froci siamo i peggiori nemici di noi stessi.
Vediamo Adam Lambert o Maicol in tv e ci diciamo: “Guarda quanto è donna questa”. Nei nostri profili sulle chat, sotto alle foto dei nostri pacchi bene in evidenza nelle AussieBum, ci premuriamo di specificare che “siamo maschi in cerca di maschi”, e “alla larga gli effemminati, le donnine, le checche”. Ci urliamo contro l’un l’altro: “Ma va’ a prenderlo in culo, passiva di merda” (sentito gridare con le mie orecchie in un locale proprio qualche sera fa) come se provare piacere nel sodomizzare un altro uomo invece di godere a farselo fare ci rendesse un po’ meno froci.
Siamo omofobi noi per primi, sottoscritto incluso, ammettiamolo tutti quanti. Se ci pigliano a botte è anche colpa nostra. Che invece di ribellarci – e di provare a tirare almeno qualche calcio nei coglioni ai nostri aggressori – ci accontentiamo di dire: “Vabbè, ma se uno va in giro conciato così se le va a cercare”.
Corriere.it, Gay.it

28 commenti a “I peggiori nemici di noi stessi”

  1. Sì, oggi va così, mi sono svegliato un po’ peso.

    Paolo Colonna | 30 luglio 2010 | 19:46

  2. è l’eterno problema della rappresentazione delle minoranze: uno è prima di tutto rappresentativo della minoranza e poi di se stesso, se uno dice una scemenza allora tutti i gay sono scemi. Ricordo a questo proposito uno dei più bei titoli di Cuore, sulla faccenda del giudice Clarence Thomas: “Cade l’ultimo tabù della sinistra: anche un negro può essere stronzo”.

    sfede | 30 luglio 2010 | 19:46

  3. “non siete riusciti a mettere dentro un omosessuale come ce ne sono tanti” Come se invece gli altri concorrenti venissero scelti per la loro normalità.

    sfede | 30 luglio 2010 | 19:46

  4. Avrei letto volentieri la lettera a Severgnini, ma – a meno che non ci sia un errore nel link – pare sia stata sostituita da un’altra…
    C’è modo di recuperarla da qualche parte?

    G. | 10 novembre 2009 | 15:11

  5. Hai ragione, G. Misteriosamente la lettera – che stamattina c’era – è sparita dal blog di Severgnini sul Corriere, e ora il link manda a un’altra che non c’entra nulla. Ho l’autore fra gli amici su Facebook, gli ho chiesto se è possibile recuperarla in qualche modo.

    Paolo Colonna | 10 novembre 2009 | 15:29

  6. sono d’accordo, c’è una particolare omofobia gay (oltre a quella di chi si sente in colpa) che verso i passivi, che è la stessa degli etero che chiedono “Ma chi dei due farà la donna?”

    Poi vabbé, da far derivare da questo il fatto che le aggressioni sono anche un po’ colpa nostra… ci andrei un po’ cauto…

    suibhne | 10 novembre 2009 | 15:37

  7. Fa molto anni ‘80 insultarci/prenderci in giro gli un gli altri esclamando: ‘Si vede che è gay’… Quindi siamo ancora una volta trendy, dato che siamo in pieno effetto nostalgia (gli Spandau Ballet si sono rimessi insieme!)

    In tutto questo marasma c’è poi anche della soffusa misoginia, dato che le lesbiche restano entità ectoplasmatiche…

    LaFatwaIgnorante | 10 novembre 2009 | 15:39

  8. Riprenderei il discorso che fa sfede sulla rappresentatività. Il problema è (anche) terminologico: grossolanamente essere omosessuali signfica avere un’inclinazione erotica verso una persona del sesso uguale al proprio. E basta. Oggi invece, come del resto accade in tutti i momenti di ridefinizione di un’identità, essere omosessuali è un calderone (vaso di Pandora?) in cui rientra un po’ di tutto e si viene rappresentati secondo determinate categorie. Ciò crea un corredo di aspettative identitarie (da parte di gay e non gay) che non potranno mai andare bene a tutti perché sono pressoché onnicomprensive. E’ chiaro che alcune di queste aspettative sono più diffuse di altre, come lo stereotipo “persona omosessuale = donna mancata” che svantaggia automaticamente (e su tutti i tavoli) gli omosessuali effeminati, i sessualmente passivi, certe manifestazioni del Pride, etc. Non parlerei dunque di omofobia ma semplicemente di carenza di rappresentatività. Vostro, BD.

    BetteDavis | 10 novembre 2009 | 16:01

  9. Paolo, l’omofobia interiorizzata è il problema principale del mondo gay e frasi come “Ma va’ a prenderlo in culo, passiva di merda” la dicono lunga sul percorso individuale e collettivo che i gay devono ancora fare in Italia.
    Qui tutti fanno i maschi e si dimenticano che se a Stonewall non ci fossero stati i trans forse saremmo ancora molti passi indietro.
    Tuttavia resta il problema forte di come i gay vengono rappresentati nei media, ed è innegabile che la percezione della massa sia più legata al gay che schecca del Grande Fratello o quello tanto sensibile della canzone della Tatangelo. Questo di per sè non è un fatto positivo, nè negativo (e certo gli autori del GF stanno lì a fare soldi e non pubblicità progresso, quindi cerchiamo di non scandalizzarci a vuoto), però è un fatto che finchè la maggioranza degli Italiani non si renderà conto che esiste un universo di gay normali, che lavorano come idraulici o ingeneri (con il massimo rispetto per chi invece vuol fare di se stesso un’opera d’arte vivente con tanto di piume), pagano il mutuo e si preoccupano della crisi economica, sarà difficile che la politica faccia dei passi avanti con decisione in materia di diritti civili.

    Karl | 10 novembre 2009 | 16:56

  10. Io proverei a ribaltare la prospettiva.
    Se un effeminato non riesce a trovare un’occupazione decorosamente remunerata [perché gli omosessuali fanno carriera soltanto se non sembrano tali], né a crearsi una vita sociale fra i suoi simili [che hanno paura a mostrarsi in pubblico in compagnia di una persona più "evidente"], e non può nemmeno svolgere una professione artistica [per tema di danneggiare - chissà in che modo - l'immagine degli altri omosessuali], che gli resta da fare?
    Certo, può sempre farsi prete, ma… “don’t they have enough”?

    l'ale | 10 novembre 2009 | 19:06

  11. (OT) Ma a quali pacchi in evidenza nelle AussieBum ti riferisci?
    Presumo a quelli delle immagini pubblicitarie sul sito australiano, quelli d’accordo. Altrimenti a qualche foto ritoccata su gayromeo.
    Perchè in realtà i cazzi che ho notato io – all’interno di quello specifico marchio di mutande – erano regolarmente piccoli e irrimediabilmente barzotti. Fin qui pazienza.
    Ma in un caso estremo, purtroppo, alla piccolezza del cazzo dovevi aggiungerci anche quella umana.

    flavio | 10 novembre 2009 | 23:48

  12. Nessuno si offenda, ma dissento totalmente. La scelta di Maicol nel GF non è neutra, è palesemente l’inclusione di un’ennesio archetipo, “il gay”, nello show nazionalpopolare. Scelta che, guardacaso, riproduce pedissequamente gli stereotipi che gli etero proiettano su di noi. Fa bene De Giorgi a sottolinearlo perché la sua lettera non è per nulla omofoba, è anti-stereotipica. Non so voi ma quando vedo sulle tivù estere l’italiano con il mandolino in mano e lo spaghetto in bocca (in Francia Aldo Maccione) mi piange il cuore. Mica perché sono classista, oddio che schifo il popolino, no, è perché quella caratterizzazione non rende onore né al personaggio né alla categoria a cui ammicca. Gli italiani poi non hanno paura dei Maicol, lo riconoscono visualmente, lo identificano; gli italiani omofobi hanno tremenda paura di scoprire che il gay può assomigliare a loro (e loro assomigliarci!), che può essere perfino più virile (l’italiano medio ignora che nel resto del mondo lo stereotipo gay è il Mastrolindo), e ne hanno paura perché non potrebbero più abbeverarsi di virilità nei loro muscoli e giacche di pelle. Sarebbero obbligati a ricorrere alla categoria del dubbio o della possibilità di fronte ad ogni maschio, cosa che richiede l’accensione del cervello.

    Jean | 11 novembre 2009 | 01:14

  13. Discorso che un suo senso ce l’ha, naturalmente, Jean.
    A me rimane sempre, però, un dubbio microscopico: se quelli del grande fratello l’avrebbero trovato, un gay maschile che sfugge all’archetipo del gay all’italiana, tanto tranquillizzante per il maschio medio in quanto totalmente freak (già dal nome: ma davvero si chiama “Maicol”, ’sto poveretto? Ettecredo che ha avuto una vita di traumi. Volevate pure che venisse su eterosessuale?).

    Poi magari di camionisti friulani ne avrebbero trovati a pacchi, intendiamoci; ma forse, semplicemente, è più pittoresco, più “televisivo”, più facile (secondo i produttori del gf) piazzare in televisione delle figurine riconoscibili. Secondo me la parolina che spiega tutto è proprio questa, al di là delle dietrologie: “facile”.

    Del resto, voglio dire, stiamo parlando dei produttori del grande fratello e della tv italiana, eh: con tutto il rispetto.

    Mark | 11 novembre 2009 | 08:34

  14. eccola qui la lettera:
    http://www.notiziegay.com/?p=37541

    uiallalla | 11 novembre 2009 | 09:20

  15. Io ancora non sono riuscito a leggere questa benedetta lettera né mai lo farò probabilmente, perché stamani è già stata rimossa da Notizie Gay, causa intervento del legale (!) di De Giorgi. Chissà mai cosa c’era scritto di così ingiurioso. Siamo al delirio.

    Disorder | 11 novembre 2009 | 11:15

  16. Stiamo però attenti a non colpevolizzare le vittime. Già “vittima” è un termine che abbandonerei, ma l’italiano è così spesso povero di sinonimi, che basta usarlo cum grano salis.

    Maicol o non Maicol, il problema non è che ce le andiamo a cercare (che è un po’ come dire: quella aveva la minigonna alle undici di sera, normale che uno la violenti), il problema è semmai quel revival machista che a livello politico la sta facendo da padrone.

    Che poi anche l’ambiente sia diviso al suo interno, è fisiologicamente normale dato che non esistono omogeneità da nessuna parte. Il rivolgersi a qualcuno con frasi altisonantemente volgari non è segno di divisione interna, o meglio è soprattutto segno di una certa inciviltà.

    renemond | 11 novembre 2009 | 11:35

  17. Sì. Sono d’accordo. Ma il problema è come uno si sente. A me personalmente non mi frega niente del Grande Fratello. Non è una questione di snobismo; non lo guardo e basta. Non mi interessa neanche la polemica di De Giorgi, che letta si spiega da sola, e nessun caso comunque, mi sentirei rappresentato da uno che va al grande fratello… Una piccola considerazione vorrei farla: un ‘eterosessuale’ (sic) non si porrebbe mai il ‘problema’ della sua rappresentanza. Quanto alle persone ‘gay’ che danno della checca ad un’altra persona, il fatto si spiega da sé: hanno paura di qualcosa che li riguarda profondamente, esattamente come quelli che aggrediscono dei ragazzi perché li vedono ‘gay’…
    In finale sono d’accordo con qualcuno dei commentatori che dice che il percorso da fare è ancora lungo. A mio avviso è un percorso che va fatto individualmente prima di tutto. L’omofobia infatti, riguarda prima di tutto chi dice di essere ‘gay’, e con questo crede di spiegare integralmente la propria identità…
    Saluti

    Len/y | 11 novembre 2009 | 14:08

  18. Permettetemi un po’ di cinismo.
    Secondo me Maicol li per prvocare una reazione omofoba di qualche altro concorrente supermacho e farne un gran caso mediatico.
    Non mi sembra che abbia alcuna altra caratteristica televisiva che giustifichi la sua presenza (con tutto il rispetto ovviamente).
    Se ci avessero messo un bell’orsone nessuno si sarebbe azzardato.
    Tutto sulla pelle dei gay, come al solito.

    Paoletto | 11 novembre 2009 | 14:34

  19. Quelli del Grande Fratello hanno mai affermato da qualche parte che avevano scelto Maicol per “rappresentare” la comunità glbt? Non mi sembra.
    Secondo me ne hanno scelto uno, punto. Senza velleità di voler rappresentare tutta la categoria.
    D’altra parte la nostra comunità non è una monade e non credo che esista un solo individuo che possa rappresentarla tutta.
    Se pure si fosse voluto scegliere un solo rappresentante, si sarebbero sempre fatte scontente delle fette più o meno grandi.
    Per quanto riguarda il fatto che nelle chat gay ognuno esprime le sue preferenze come meglio crede, credo che faccia parte del gioco.
    D’altra parte nelle chat non si ci va per socializzare, ma per scopare.
    E ognuno ha diritto a descrivere chiaramente il tipo che gli piace e quello che non gli piace, senza che questo implichi nessun odio alla categoria.
    Uno che scrive “maschio per maschio” non deve necessariamente avere amici solo maschili.
    Può avere amici effeminati, e comunque non desiderare di andarci a letto e provare attrazione solo per individui più maschili…
    Ma d’altra parte quale effeminato scrive in chat di esserlo?
    Se per primi gli effeminati si vergognano di elencare questa tra le loro caratteristiche, come si può puntare il dito su quello un po’ più maschietto quando dice che non li trova interessanti?

    max_nl | 11 novembre 2009 | 16:22

  20. La riduzione di una persona a uno stereotipo sessuale è violenza.
    Lo specchio del GF è uno specchio deformante, di cui non è vittima solo il protagonista.
    Se un individuo si presenta in tv come omosessuale, dichiara coraggiosamente la propria
    Identità o la riduce a sessualità? Dipende da quanto la persona è in grado e può rappresentare nella propria complessità (nel caso in cui abbia contezza politica del suo fare), anche altri aspetti che si affiancano a quello sessuale, l’affettività ad esempio.
    Ho visto alcune trasmissioni di Lerner, in cui si soffermava sul modo in cui la donna è rappresentata in televisione. La riduzione a velina, valletta seminuda, assistente cretina,
    figura meramente decorativa, è assai comune.
    Se lo sguardo si compiace solo dell’aspetto sessuale, e si rappresentano machi e donnine, non è già questa una falsificazione violenta della realtà?

    Balthus | 12 novembre 2009 | 00:12

  21. beh, guardate Italians di oggi.
    In risposta a De Giorgi il benpensante Severgnini, che ormai si considera l’oracolo di Delfi, bolla la lettera di Paolo come insultante e condanna il gaypride.
    ma ci faccia il favore, Severgnini.

    LuKa | 13 novembre 2009 | 09:23

  22. @Luka: non mi pare che Severgnini ‘condanni’ il gaypride. Esprime una opinione piu’ o meno condivisibile, che il gya pride, almeno in Italia, sia una rappresentazione macchittistica, complici i media, della realta’ omosessuale italiana. Io ad esempio non sono d’accordo perche’ i pride li ho visti e so che la rappresentazione televisiva che viena fatta copre solo una parte della realta’ complessiva di quelle manifestazioni. Ma Severgnini non e’ un ben pensante, e’ piu’ semplicemente uno che pensa bene, anche quando si trova in disaccordo con il sottoscritto.

    Paolo | 13 novembre 2009 | 15:14

  23. Tutta questa bagarre attorno ad una trasmissione televisiva che non si può certo definire culturale la trovo un po’ inutile. Però mi chiedo anche se tale polemica non sia ‘pilotata’, cioè se non sia semplicemente un mezzo per far parlare di una trasmissione che ormai segna il passo e che sempre meno gente guarda.

    Ulisse | 13 novembre 2009 | 17:38

  24. Sono d’accordo con sfede e con mark.

    Che ci sia un’omofobia interna e un’omofobia introiettata, mi pare oggettivo e provato. Personalmente, non ho mai capito perché un gay mascolino debba essere “migliore” di un gay effeminato. Io trovi alcuni gay effeminati molto gradevoli, sia a livello amicale che erotico. Così come trovo molto gradevoli alcune donne mascoline oppure femminili. E soprattutto, non capisco come si possa stabilire una scala di valori sulla base del fatto che uno sia top e l’altro bottom. E quelli che sono versatili, dove li mettiamo, a metà strada? Oltretutto, se fossimo tutti solo top o tutti solo bottom, sarebbe un bel problema.

    Anellidifumo | 14 novembre 2009 | 00:01

  25. Ulisse, va detto che il GF è guardato da diversi milioni di italiani e ahimè contribuisce a formarne le opinioni socio-politiche. Fosse stato trasmesso da Tele Lasgurogola con lo 0,1% di share, non ne avremmo parlato.

    Insomma, siamo nel nazional-popolare, là dove Gramsci consigliava di stabilire un’egemonia culturale per cambiare lentamente la società. E là dove il PCI ha purtroppo fallito (la televisione privata, sappiamo bene nelle mani di chi è, invece).

    Anellidifumo | 14 novembre 2009 | 00:04

  26. Il problema non e’ che Maicol e’ effeminato, e’ che e’ stupido – si commuove quando sente la Tatangelo, per dire. Saranno ugualmente stupidi la maggior parte degli altri concorrenti, ma gli etero non hanno i problemi di rappresentazione che abbiamo noi.

    Poi magari il telespettatore medio non e’ da meno, la Tatangelo piace anche a lui/lei, e chissa’ magari per qualcuno Maicol avra’ anche una funzione educativa. Forse anche piu’ di un gay che avrei potuto scegliere io.

    Cio’ non toglie che la sua presenza in TV a me non fa piacere a livello personale, perche’ inevitabilmente fa da rappresentante del mondo gay, ed e’ un rappresentante in cui non mi riconosco. Avrei molti meno problemi in un contesto tipo gay pride, in cui c’e’ giustamente di tutto.

    Poi sull’omofobia – il discorso mi ricorda quello sull’islamofobia. Certo che a qualcuno Maicol da’ fastidio per omofobia, internalizzata o no. Ma questo non vuol dire che se non ti piace Maicol e’ perche’ sei omofobo.

    lupo | 14 novembre 2009 | 09:55

  27. Il Pride in sé (considerato nella sua completezza) NON è una rappresentazione macchiettistica della comunità gayecc italiana. Se stiamo ancora a considerare questa opinione valida, buonanotte. Severgnini se dice così ha torto marcio, punto; altra cosa sarebbe bollare come macchiettistica la rappresentazione che ne danno i media – o perfino in certi casi l’immagine che danno certi esponenti/portavoce. Ma il Pride macchiettistico per favore, no.

    Disorder | 14 novembre 2009 | 15:42

  28. ps. Per quanto riguarda il Gf, Maicol, il suo spessore intellettuale e rappresentatività, ok cercare uno squarcio nel paese, però ecco, una battaglia come questa lascia il tempo che trova: sappiamo qual è l’interesse sia televisivo che comunicativo-politico di una trasmissione e una rete come quella, c’è poco da aspettarsi…

    Disorder | 14 novembre 2009 | 16:11

Aggiungi un commento

ATTENZIONE: Gli interventi fuori tema e gli attacchi personali non sono graditi. Insulti, violazioni della privacy, segnalazioni di link a scopo pubblicitario e richieste di materiale protetto da copyright non sono assolutamente tollerati. Eventuali commenti di questo tipo non verranno pubblicati o saranno cancellati.