12 dicembre 2008 |
Societa
Fino a oggi, nel mio piccolo, mi sono sforzato di cercare di mantenere un minimo di rispetto per la Chiesa cattolica e il Vaticano, davvero. Principalmente per quelle – poche, in verità – persone credenti che mi sono care. Ora basta, però.
Da parte della Chiesa non solo non c’è nessun rispetto per gli omosessuali, ma soltanto ostilità e astio, altro che amor cristiano. Sono arroccati su posizioni reazionarie, incivili, inaccettabili. Il tempo del dialogo è finito, e l’indifferenza ci è nociva. Non solo questi non vanno più ascoltati, vanno fortemente ridimensionati. In Paesi civili non troppo lontani – la Spagna, la Gran Bretagna, gran parte dell’Europa del Nord – il progresso va avanti, le leggi per i diritti vengono approvate, i governi dimostrano di essere laici con i fatti. Perché a noi toccano Bertone e la Binetti? Cosa abbiamo fatto di male per meritarceli? Perché la nostra Sinistra e anche la Destra non si dissociano? Come fanno a considerarsi moderne, dimostrando deferenza verso questi personaggi?
Non mi interessa farmi sbattezzare: è soltanto una piccolo sfogo personale e non cambia nulla. Non mi basta, voglio boicottarli: mi date qualche dritta su come devo fare per non regalare il mio otto per mille alla Chiesa? È una truffa legalizzata bella e buona, quella. Posso almeno destinare il cinque per mille alla ricerca o al volontariato? Non sono troppo ferrato in materia, suggeritemi qualche valida alternativa, per favore. Grazie.
Repubblica.it
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L’unico modo per non regalare l’8×1000 alla chiesa cattolica è di darlo ad un altra confessione, soprattutto non allo Stato italiano che alla fine lo riversa sempre (in maggior misura) a Santa Madre Chiesa, per via di un perverso meccanismo di redistribuzione delle quote non espresse. Ti segnalo che la Chiesa Valdese è l’unica ad utilizzare il gettito dell’8×1000 per progetti di solidarietà e assistenza e in alcun modo per il sostentamento della propria “forza lavoro”, oltre a rifiutare la redistribuzione delle quote non espresse. Credo che sbagli a non prendere in considerazione lo sbattezzo, è una delle poche armi che abbiamo per poter sostenere ad alta voce che l’Italia non è al 94% cattolica come il Vaticano sostiene. Trovi molte informazioni utili sul sito della UAAR che consiglio spassionatamente a tutti i lettori.
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Concordo con il primo commento sia sulla Chiesa Valdese, sia sullo sbattezzo. Non è cosa da poco: se crescerà il numero di quanti lo fanno, il segnale sarà forte e chiaro. Io l’ho fatto; lo consiglio caldamente a tutti! http://www.sbattezzati.it
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Principino mi ha letteralmente anticipato. L’unica scelta che dà la certezza di non vedere i propri soldi andare in tasca alla Cei è quella per un’altra confessione (e non per lo Stato o la non scelta). Anch’io da qualche anno do il mio 8×1000 ai Valdesi.
Avevo letto da qualche parte che forse quest’anno avrebbero partecipato alla redistribuzione delle quote non espresse, ma non ho ancora trovato certezza. Comunque sia, i Valdesi presentano puntualmente un dettagliato rendiconto di cosa fanno coi soldi che ricevono.
Altri difettano, d’altronde una volta incassati mica son più soldi italiani. Ah, e per quanto riguarda l’incasso la chiesa cattolica è l’unica confessione a riceverli in anticipo (del 90% credo) sulle quote ricevute l’anno precedente (così, giusto per rincarare la dose dell’incazzatura); le altre aspettano i tempi giusti.
Il 5×1000 è invece un discorso separato dall’8×1000. Addirittura fu fissato un tetto massimo (sotto i 300 mil.) di elargizioni da poter donare tra tutte le associazioni. Ogni anno la finanziaria può variare o stravolgere questi meccanismi. Finora però, sono solo 3 anni di esperienza, non è scattato -soprattutto per il grandissimo frazionamento del mondo associativo- un meccanismo simile a quello della redistribuzione delle quote non espresse come esiste per l’8×1000. Basta quindi scegliersi un’associazione, un’istituzione culturale o di ricerca di cui abbiamo fiducia.
Per lo sbattezzo invece sono un po’ perplesso. Nel senso che un gesto isolato ha un significato misero. Sono d’accordo con Malvino quando dice che basterebbe organizzare uno sbattezzo generale.
Ogni anno, in prossimità dell’appuntamento al Caf per il mod. 730, scrivo sempre qualcosa sull’8 e sul 5×1000. Piccoli gesti, nulla di più. Per me sono importanti.
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Valdesi, ça va sans dire.
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Disclaimer: sarà un commento lungo.
Negli anni Settanta, quando ancora le Istituzioni contavano, il motto delle BR “Colpire al cuore dello Stato” aveva un senso ben preciso. Al giorno d’oggi – e basterebbe a dimostrarlo ipso jure la presenza della signorina Carfagna ai vertici di un dicastero – una massima del genere non avrebbe più senso: “colpire al cuore” significa colpire al portafogli. E poiché non siamo dei violenti, né molti di noi farebbero una bella figura in calzamaglia verde à la Robin Hood, la domanda di Colonna, con le successive risposte, acquista un significato particolare. Se davvero, come sembra, l’unica possibilità per non donare l’8/000 alla Chiesa cattolica è quella di donarlo ad altra confessione religiosa, beh, ciò va fatto. Il problema che si pone, a quel punto, è di far diventare questo atto privatissimo, un’operazione politica. Si ventila forse, per la prima volta, quella possibilità pratica di formare una lobby vera (e non quella di cui si parla nei rotocalchi, che notoriamente non esiste), una lobby ad negocium, cioè limitata allo specifico scopo di sottrarre una parte delle imposte che paghiamo a un creditore che non riconosciamo e che non perde occasione di pisciarci sulle scarpe. Proprio perché si tratta di un’ipotesi concreta, io ci spero molto. Se non ci riusciamo significa che politicamente non valiamo niente e daremo ragione a tutti quelli che ci vogliono confinare nello spazio angusto del macchiettismo televisivo. Forza, dunque. Vostro, BD.
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So’ che si puo destinare anche un 5 per mille ad altri soggetti. Pero’ non so se il 5 per mille dal 2007 sostituisce l’8. Chiedero’ al mio commercialista.
Comunque un 5 per mille si puo’ destinare a diversi soggetti iscritti presso il ministre delle finanze. C’è un riquadro apposito sulla dichiarazione dei redditi a questo scopo.
Nell’elenco
ci sono enti di ricerca, universita, ONG. Credo che e’ importante che si sappia il piu’ possibile in giro che c’è questa possibilita’.
Il link per l’elenco.
http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Comunicazioni+e+domande/5+per+mille+2008/
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Il 5 per mille e’ altra cosa e NON sostituisce l’8 per mille, basta leggere con attenzione le istruzioni al Mod.Unico.
BD: ottima idea il lancio di una campagna per l’8 per mille ai Valdesi
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Spero che la proposta rimbalzi sugli altri blog e che magari si faccia un sito web dove si possa discutere questa questione. Il punto, ribadisco, non è tanto dare l’8/000 ai Valdesi (che mi stanno pure simpatici) ma NON darlo alla Chiesa cattolica (di solito gli Americani un po’ alticci finiscono la frase con “e so che Dio è con me”!). Vostro, BD.
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Giusto una precisazione/aggiunta sul commento di Principino. Quello che sicuramente NON va fatto è lasciare la scelta per l’8 per mille inespressa: infatti la quota di 8 per mille di coloro che non esprimono scelte (che sono ahimé la maggioranza!) viene ripartita tra i vari “contendenti” utilizzando le scelte espresse a mo’ di sondaggio (per intendersi, se in ipotesi è solo un 10% di contribuenti a scegliere e tra questi 8 su 10 scelgono la Chiesa cattolica, quest’ultima si prende IN PIU’ anche l’80% del 90% di 8xmille relativo agli italiani che non hanno fatto alcuna scelta!).
Invece per quanto riguarda la destinazione allo Stato, la questione è più complessa e oscura: non è detto che finiscano alla C.C., ma di certo 1) è possibile che quei soldi finiscano alla C.C. sotto la voce “restaurazione luoghi di culto”, e comunque 2) non c’è grande trasparenza nel rendiconto della quota statale dell’8×1000.
Quindi la conclusione è la stessa, l’opzione valdese è la migliore: è sicuro che alla C.C. non finisce NULLA, inoltre quei contributi non sono utilizzati a fini di culto ma solo di beneficenza (con rendiconto), e inoltre la crescita della quota valdese rappresenta una segnale importante di dissenso per le politiche della C.C.
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Per quanto riguarda invece lo sbattezzo/apostasia, anche io ci sto pensando. Secondo me per quanto si possano organizzare iniziative di sbattezzo collettivo i numeri resteranno sempre bassi e statisticamente poco rilevanti, proprio perché la maggior parte degli italiani non più credenti o mai stati tali considera l’atto inutile (gli effetti pratici sono pochi e tutti relativi all’ordinamento canonico). Tuttavia penso che anche qui (come nella scelta dell’8×1000 ai valdesi) oltre all’atto sia molto importante il dargli pubblicità: far sapere a più gente possibile intorno a sé perché si vuole togliere soldi alla C.C. o dichiarare anche formalmente di farne più parte.
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Il mio sogno sarebbe la creazione di un website in cui anonimamente (ma con accessi una tantum, come nelle firme online) si dicesse quanto si è versato di 8/000 in quella specifica tranche di imposte e fare ogni semestre il conto di quanti quattrini sono stati sottratti alla Chiesa cattolica. E poi puntare ogni anno sempre più in alto, come i fundraisers americani…BD
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Consiglio a chi non lo avesse ancora fatto (e a chi magari è pigro e non vuol cercarlo) il rendiconto 2007 dell’otto per mille alla Chiesa Valdese:
http://www.ottopermillevaldese.org/documenti/progetti_2007.pdf
Non tutte le voci sono chiarissime, ma la gran parte lo è: ne cito solo 3 per le quali varrebbe già soltanto la pena di effettuare questa scelta: “autocostruzione pannelli solari: 5.000 euro”; “Casa Ammalati AIDS: 5.000 euro”; “contributi per la ricerca sulle cellule staminali alle università di Milano e Bologna: 100.000 euro”.
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Provo a riassumere alcuni punti per fare un po’ di luce sull’oscura faccenda, anche per essere sicuro di aver capito bene:
1) L’8×1000 è un diabolico inghippo per far finire parte dei nostri soldi alla CEI, cosa che puntualmente avviene a ogni dichiarazione dei redditi annuale, se non di decide altrimenti.
2) Si può decidere soltanto di destinare il proprio 8×1000 a una diversa confessione religiosa, ma NON a organizzazioni o associazioni laiche di alcun tipo. La cosa mi pare profondamente ingiusta, in particolare per tutti i non credenti (sebbene non abbia nulla contro i Valdesi).
3) I Valdesi sono il classico meno peggio, perché apparentemente fanno un rendiconto dettagliato di come usano i nostri soldi per assistenza e solidarietà e, sempre apparentemente, sono contrari alla redistribuzione delle quote non espresse (ovvero l’inghippo del punto 1).
4) il 5×1000 invece è diverso dall’8×1000 perché è solo opzionale (giusto?), non c’è l’inghippo della reidistribuzione, ed è possibile devolverlo ad associazioni culturali, enti assistenziali o ricerca scientifica che nulla hanno a che vedere con alcuna fede religiosa (se ovviamente si sceglie un ente laico).
5) Il 5×1000 NON sostituisce l’8×1000, che invece resta obbligatorio e NON opzionale.
Tutto giusto? Se ho commesso errori segnalatemeli per favore, così correggo il bignamino per tutti quelli come me che “la contabilità questa sconosciuta e meno male che c’ho lo strapagato commercialista”.
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Mi pare tutto a posto, Paolo. Riguardo ai punti 4 e 5, c’è da specificare (giusto per ridondanza) che, pur essendo la scelta per il 5×1000 *opzionale*, non è che esprimendone una si versano soldi in più, si specifica solo l’ente a cui viene destinata quella quota di gettito (altrimenti se li tiene e/o li destina lo stato, non so bene come).
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un altro punto a favore dei valdesi come opzione per l’otto per mille è che tra tutte le confessioni è sicuramente la più friendly (e lo dico da agnostico sbattezzato, che non darebbe soldi a nessuna confessione ma solo allo stato)
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Sono un cattolico, credente, ma affermo la mia libertà di coscienza, che risponde prima di tutto a Cristo che è fondamentalmente amore e pace.
Nato nella tradizione cattolica, non darò alla Gerarchia cattolica la soddisfazione di lasciare la Chiesa. E’ essa che deve cambiare.
Io il mio 8 x 1000 lo do alternativamente di volta in volta agli ebrei o alla chiesa valdese, visto che non ho altra scelta.
La cosa migliore sarebbe abolire l’8 x mille.
Ogni chiesa si deve mantenere da sè attraverso i propri fedeli, non attraverso un obbligo fatto legge da uno stato laico.
Soltanto la caduta libera dell’introito di denaro nella chiesa cattolica, può modificare qualcosa.
I soldi sono importantissimi anche per i Gerarchi vaticani.
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quoto tutto!!!!
lobby ragazzi, è ora!
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Abbiamo bisogno di numeri! BD
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Che dite, creiamo un gruppo su Feisbuc? Io non vuò fà l’administrator, però (zero tempo per seguirlo).
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Sepoffà. Io ci sono già su FB. BD
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Paolo siamo tra le persone che ci auguriamo a te care e cattoliche, che hanno letto con interesse le tue opinioni, sfidanti, sulla posizione della Chiesa verso gli omosessuali. La mammastra, pur dispiacendosi, ritiene che per la Chiesa sia un passo oggi forse troppo difficile mutare la propria visione verso l’omosessualità. Alessandra comprende e capisce che ci sia da essere “arrabbiati”. Pensa però anche che la Chiesa non sia un qualcosa di omogeneo e astratto. La Chiesa è fatta di uomini che possono sbagliare e a cui forse richiede tempo e aiuto per cambiare. All’interno della Chiesa ci sono tanti mondi e tante anime, con cui potrebbe essere più utile dialogare piuttosto che combattere. Credo che ci siano spazi e ambiti per avviare dialoghi più costruttivi che non iniziative di boicottaggio. L’8 per mille non serve solo per mantenere i palazzi della Chiesa come istituzione, ma anche per aiutare a sostenere molte persone in difficoltà. Se poi vogliamo parlare del controllo del suo utilizzo, è un’altra cosa.Insomma forse non bisognerebbe fare di tutta l’erba un fascio, e dedicarsi più costruttivamente a dialogare con sacerdoti che dimostrano aperture e a loro volta volontà di interpretare i messaggi di Cristo, rispetto e non solo, anche all’omosessualità diveramente da quanto non la Chiesa faccia oggi. La Chiesa è umana e ha bisogno di aiuto, specie quando sbaglia. Ps nutriamo qualche speranza perchè scrivi Chiesa con la C maiuscola!!
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Uh, i mei parenti che commentano sul blog!
Mi fa particolarmente piacere perché in questo caso il vostro parere è diverso dal mio e da quello della stragrande maggioranza dei lettori abituali di Tom. Discutere diventa più interessante se non tutti la pensano allo stesso modo, soprattutto quando è un parere espresso con lucidità (e non lo dico perché siete parte della mia famiglia).
Però, carissime S. e A., credo che sia stata la Chiesa stessa a chiudere ogni possibilità di dialogo con la comunità omosessuale con le sue prese di posizione sempre più rigide. Quando la CEI dice alle Nazioni Unite che preferisce che i gay vengano ammazzati invece di vederli godere degli stessi diritti degli eterosessuali qualunque possibilità di dialogo con gli omosessuali va a farsi benedire (se mi perdonate il bisticcio).
Mi spiace, ho ancora rispetto per voi che siete credenti ma quello per questa Chiesa l’ho perso definitivamente. E ne ho anche sempre di meno per i nostri governanti – di entrambi gli schieramenti politici – che pur di non giocarsi i voti di voi cattolici si calano le brache davanti ai dogmi del Vaticano quando ormai gran parte del mondo occidentale va in direzione opposta (e non parlo soltanto della questione dei diritti degli omosessuali ma dell’aborto, della legge sul testamento biologico e del sesso sicuro). La Chiesa è tutt’altro che infallibile, ma il vero problema del nostro Paese è che chi sta al governo ha paura di farglielo notare.
Secondo me l’Otto per Mille è un’altra delle tante ingiustizie italiane, perché non è una scelta ma un’imposizione. Lo Stato non dovrebbe pretendere che i propri cittadini versino una gabella annuale a una confessione religiosa, qualunque essa sia. Dovremmo essere liberi di scegliere se contribuire o no, e non essere obbligati a farlo. Anche non credere è una scelta che va rispettata.
Con affetto, sempre.
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in teoria i non credenti possono destinare allo stato, ma sappiamo che spesso quella quota di 8×1000 va o alla ristrutturazione di chiese o, persino, alle missioni militari all’estero…
il punto, come dicevano già altri, è indicare comunque qualcuno e la scelta migliore è quella dei Valdesi (noi lo facciamo da anni), che usano i soldi solo per beneficenza e rifiutano le quote non espresse.
Negli ultimi anni la Cei ha usato l’8×1000 anche per organizzare e pagare il Family Day: mi sembra, se non ce ne fossero altri, un ottimo motivo per negarlo a loro.
In ogni caso, Paolo, per chiarezza l’8×1000 non è una tassa in più, ma una parte – l’8 per mille appunto – delle tue tasse, che viene stornata e indirizzata a chi dici tu. Il problema è il meccanismo perverso delle quote non espresse.
Il 5xmille invece è libero, nel senso che se non indichi nessuno rimane al fisco tradizionale
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Vorrei solo far notare che appena si è toccato l’argomento soldi, i cattolici, seppure della famiglia, si sono mossi e hanno commentato sul blog, cosa che non era mai capitata prima nonostante i mille (forse ho esagerato) argomenti interessanti trattati. Ma vuoi vedere che sia davvero il tasto giusto?
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Non proprio, Alered. È vero, ieri scrivendo di fretta ho usato il termine improprio di “gabella” parlando dell’8 x 1000. Hai ragione a sottolineare che non è una tassa in più da pagare, ma non è vero che decidi tu a chi destinare questa quota delle tue tasse: vanno comunque a una confessione religiosa, e dal momento che da parecchi anni non esiste più una religione di Stato, non capisco perché sia stato deciso così. Va benissimo se un cattolico vuole che parte delle sue tasse vadano alla CEI, ma non va affatto bene per un non credente che preferirebbe destinarle alla ricerca scientifica o a un ente benefico laico.
Matt: permettimi di difendere i miei familiari. Non sono così meschini come pensi, e non sono intervenuti soltanto ieri perché un loro parente ha dichiarato pubblicamente di non voler destinare parte del suo denaro alla Chiesa cattolica. La verità è molto più banale: sono capitati su questo blog che abitualmente non frequentano tramite il link dal mio profilo su Facebook. Giusto, Ale?
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Sono pronto ad aderire al gruppo su Facebook (che così finalmente mi iscrivo): sono anni che indico i Valdesi nel mio F24 per tutte le ragioni dette, ma ho sempre avuto la convinzione di appartenere ad una minoranza statisticamente irrilevante….
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Esiste tra i lettori di Tom un ferrato tributarista? Sarebbe il miglior modo per cominciare a mettersi al lavoro. BD
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Paolo, scusami se il mio intervento è venuto fuori in modo offensivo per i tuoi familiari. Voleva essere anche comico è solo che quando scrivo non riesco a dar l’idea dell’intonazione vocale e della mimica facciale che avrei dicendo le stesse cose a voce.
Comunque ribadisco, credo che quella del colpire al portafoglio sia, forse, l’uovo di colombo.
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Spero vivamente che non ci siamo arenati così presto. Domani torno in Italia e vediamo le truppe che dicono…BD
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Io mi sono assicurato ieri che i miei genitori destinino il prossimo 8 per mille ai valdesi. Lo hanno fatto anche negli ultimi anni…
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Rain on your parade.
Quando ancora pagavo le tasse in Italia il mio 8×1000 andava allo Stato Italiano. Vi ricordo che Report due anni fa aveva trasmesso una puntata sull’otto per mille molto ben fatta. Ma gli Italiani, si sa, più gli metti di fronte lo scandalo, meno reagiscono. Questo paese non cambierà mai. Otto per mille o no.
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velvetrage, stiamo proprio parlando di quello e come sia stato report a informare sul fatto che la chiesa cattolica riceva un anticipo sull’8×1000 e sul fatto che l’8×1000 che va allo stato va in realtà alla chiesa cattolica, anche il tuo.
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Confermo, anch’io da alcuni anni per l’8×1000 indico i Valdesi soprattutto quando sono venuto a sapere che quello destinato allo stato, che in teoria doveva essere usato per ricerca e attività simili, era stato utilizzato per finanziare le missioni militari. Per quanto riguarda il 5×1000 confermo che non è obbligatorio ma non puoi devolvero a qualsivoglia organismo ma solo a quelli compresi in un elenco compilato dal ministero ed è pieno di associazioni civetta che come alle elezioni politiche hanno nomi similari ad associazioni serie quali Medici Senza Frontiere o Emergency. Ma anche per questa quota sono sorte polemiche perche le associazioni beneficiarie hanno lamentto ritardi nelle erogazioni di dette somme. Comunque sempre meglio che lasciarli allo stato a mio parere.
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“Che ne pensa del Vaticano che non depenalizza l’omosessualità?”
“Ma chi se ne frega. Siamo rimasti solo noi in Italia a dargli ascolto. Perché? Perché è l’unico sovrano italiano.”
Un grandissimo Paolo Poli, classe 1929, intervistato oggi su La Repubblica.
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Ciao, ti hanno risposto prima di me in modo assai esaustivo, ma volevo solo aggiungere la mia voce al coro di chi ti consiglia di non scartare la carta (scusa il gioco di parole) dello SBATTEZZO.
E’ un atto molto importante che ha la valenza di affermare (e soprattutto di farlglielosapere ufficilamente)la volonta di NON appartenenza.
Non mi piace chi dice che e’ solo una atto isolato.
Lo diventa se tutti la pensano così.
Non si puo’ fare la rivoluzione lasciando solo che siano “gli altri” a fare delle azioni, importanti o meno che siano, iniziamo a farle.
Una goccia non fa il mare, ma goccia a goccia chi lo sa.
Grazie e buona FESTA DEL SOLE